Brexit, negoziati al palo. Impasse 'preoccupante' su accordo finanziario

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"Pertanto, ha aggiunto, "non sono in condizioni di proporre al Consiglio Europeo" che si terra' la settimana prossima, il 19 e 20 ottobre, "di aprire le discusioni sulla futura relazione" tra l" Ue e il Regno Unito, cosa che presuppone il riconoscimento, all" unanimita' dei 27, che siano stati fatti sufficienti progressi" sulle priorita' dell" accordo di ritiro (diritti dei cittadini, accordo finanziario e questione irlandese).

Londra, aggiunge, ha detto a Bruxelles che non è pronta a mettere sul tavolo una cifra, una valutazione di quelli che ritiene sarebbe il prezzo giusto da pagare. "Nella discussione su questa questione siamo in un" impasse che e' estremamente preoccupante", ha spiegato Barnier. Sui diritti dei cittadini "abbiamo ancora delle divergenze sulla possibilità del ricongiungimento familiare e l'esportazione delle prestazioni sociali dopo la Brexit", ha detto Barnier. La scorsa settimana il capo-negoziatore Ue aveva chiesto agli Stati membri l'autorizzazione di fare un gesto nei confronti di Londra, per esempio chiudendo l'accordo sui diritti dei cittadini, ma si è trovato di fronte a un netto rifiuto di Francia e Germania.

Wenger: "Sanchez e Ozil via a gennaio? Non posso escluderlo"
Per entrambi i giocatori il contratto scadrà nel prossimo giugno e dunque potrebbero lasciare l'Arsenal a parametro zero. Lo fa capire il tecnico dell'Arsenal che dice: " Non posso escludere che entrambi possano lasciarci già a gennaio ".

"Su questo siamo a un'impasse, e la conseguenza è molto preoccupante per migliaia di progetti avviati in tutto il territorio europeo, preoccupante anche per chi a questi progetti contribuisce finanziariamente". "La relazione futura per essere solida, ambiziosa, durevole, esige tra noi della fiducia e la fiducia dipende dal rispetto di tutti gli impegni che abbiamo preso insieme a 28", ha ricordato Barnier, riferendosi agli obblighi finanziari di Londra. Davis ha spiegato che è "dovere" del governo britannico prepararsi "a un'alternativa".

La pensa in modo opposto il ministro britannico per l'uscita dall'Unione europea, David Davis, che ha parlato di "progressi significativi da giugno".

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