Crac Etruria, 400 milioni di euro di risarcimenti

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Banca Etruria: il conto è arrivato. La citazione davanti al tribunale civile di Roma del liquidatore Giuseppe Santoni è un durissimo atto di accusa nei confronti di manager e componenti dei Cda che si sono succeduti dal 2010. E il conto per il crac è molto salato. E' stata avviata l'azione di responsabilità per tutti quelli che erano ai vertici di Banca Etruria, con una richiesta di oltre 400 milioni di euro di danni, a capo degli amministratori. Una richiesta caduta nel vuoto. Ora l'azione di responsabilità promossa da Santoni prevede che l'eventuale ricavato andrà al Fondo di risoluzione.

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Nell'elenco di Santoni ci sono gli ex presidenti, Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi. Cosa significa? Che nel caso qualcuno di loro non sia in grado di pagare la sua parte, gli altri saranno chiamati in causa anche per saldare il suo debito. In particolare definisce il rifiuto all'offerta di Banca Popolare di Vicenza una "decisione dolosa o gravemente colposa" perché ha provocato un mancato introito per oltre 212 milioni di euro. Ricordiamo che nel dicembre del 2015 Bankitalia aveva rilevato che il 90% delle garanzie sui prestiti concessi da Banca Etruria era "inefficace".

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