La Catalogna al voto. Lunghe file ai seggi di tutto il Paese

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La polizia spagnola è intervenuta con la forza in centinaia di seggi elettorali per impedire lo svolgimento del referendum di indipendenza catalano.

"Nonostante la pioggia", continua, "la gente fa la coda da ore e tutte le volte che esce qualcuno che ha votato, applaude". Gli agenti in tenuta antisommossa spagnoli hanno anche caricato un gruppo di pompieri catalani in divisa che tentavano di presidiare un seggio. Il 'si' ha ottenuto il 90% dei voti, il 'no' il 7,8%. L'obiettivo, riferisce La Vanguardia, è analizzare le iniziative degli indipendentisti in Catalogna e le ultime dichiarazioni del presidente catalano Puigdemont, che ha riconosciuto la validità del risultato del referendum indipendentista. Una decisione potrebbe essere presa dal parlamento a partire da mercoledì, ipotizza la stampa catalana. A Barcellona la Guardia Civil ha anche manganellato diversi pompieri catalani che si erano schierati a difesa di un seggio. Ci sono stati più di 800 feriti dalla poliaiza. Mi spiace per la frustrazione di queste persone, ma le richieste politiche non possono venire dalla rottura della legalità. Alcune sono state anche manganellate. Decine di agenti della Guardia Civil hanno attaccato il seggio come se fosse un fortino nemico, hanno sfondato la porta e sono piombati all'interno in cerca delle urne.

Non sono mancate ovviamente le reazioni per quanto successo intorno al referendum per l'indipendenza della Catalogna avvenuto nella giornata di ieri.

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Tra gli elementi acquisiti agli atti, infatti, c'è il videoche mostrerebbe un rapporto consenziente tra i due. L'uomo è poi fuggito a bordo dell'auto riuscendo a buttare fuori dalla macchina la giovane.

Nel frattempo, per domani è stato proclamato, da oltre 40 sigle sindacali, uno sciopero "per la grave violazione del diritto e delle libertà". Madrid non ha riconosciuto la consultazione e ha tentato di bloccare i seggi dove non c'erano in alcuni casi cabine per votare in segreto e nemmeno osservatori esterni e dell'opposizione.

Secondo il governo catalano a votare sarebbe andato almeno il 55% degli elettori: l'affluenza, invece, in questo caso si è fermata al 42% a causa delle repressioni del Governo e di un clima di terrore che si è venuto a creare. I video sui social media mostrano gli agenti che trascinano gli elettori per i capelli, gettano persone dalle scale e aggrediscono i pompieri che proteggono un seggio. La polizia ha fatto irruzione nel centro sportivo nei pressi di Girona dove avrebbe dovuto votare Puigdemont, rompendo le vetrate. "Volevamo vedere con i nostri occhi quello che stava succedendo". Il governo centrale di Madrid mantiene invece la linea sostenuta dalla Corte Costituzionale secondo cui il referendum è illegale.

Proprio per denunciare le violenze della polizia nazionale e della guardia civil, migliaia di persone si sono concentrate oggi a mezzogiorno davanti a municipi, imprese, scuole, in tutta la Catalogna.

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