Legge elettorale, il Rosatellum alla fiducia. Ecco cosa c'è da sapere

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"Ma date le condizioni - spiega una fonte del governo - a fine legislatura, gli eletti che ancora non hanno capito se il Rosatellum facilita o complica la loro elezione, la possibilità di chiedere un centinaio di voti segreti, il rischio - più volte scongiurato dallo stesso presidente della Repubblica - di andare a votare con due sistemi diversi per Camera e Senato e non omogenei; se mettiamo in fila tutto questo si capisce perché il governo ha deciso di mettere la fiducia". Ora si arriva al terzo e forse fatidico giorno per presentare al Paese una legge elettorale che possa funzionare sia per Camera e Senato - al momento ricordiamo che il Consultellum "disgiunto" è la legge attuale, frutto di due distinte sentenze della Corte Costituzionale, ecco qui un breve e utile ripassino - con il terzo voto di fiducia (sull'articolo 3) questa mattina e con il conseguente voto finale a scrutinio segreto teoricamente entro questa sera.

Sul voto finale si concentra il lavoro diplomatico per evitare che i malpancisti sia dentro il Pd sia dentro Fi si sommino nel voto segreto. "Lo dobbiamo fare con ardore e intelligenza, con indignazione e nonviolenza", ha scritto Di Battista su Fb dove aggiunge: "Noi saremo in piazza e tutti coloro che sono stanchi di subire e di vedere fette di sovranità popolare che vengono cancellate, non hanno solo il diritto di manifestare, hanno il dovere di farlo".

Massimo D'Alema invece ha definito il testo inaccettabile, "segno di irresponsabilità del gruppo dirigente del Pd che logora la democrazia e apre la strada al populismo, spezzando il legame già fragile tra cittadini e istituzioni".

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L'uomo sottolinea come conoscesse molto bene David, visto che da sindaco era stato un suo collaboratore, e di come l'amico non avrebbe mai potuto compiere un tale gesto.

"La fiducia sulla legge elettorale è un atto eversivo". Ci rendiamo conto della gravità di questa violenza verbale? La seconda chiama, sull'articolo 2 della legge, inizierà alle 19,30 (17,30 le dichiarazioni di voto). A pochi metri di distanza, in piazza del Pantheon, sfilano a uno a uno i big di Mdp e Sinistra italiana.

Il "gioco" del Governo va in direzione del tutto opposta e punta pubblicamente a "non perdere l'ultimo treno", parole che alcuni giornali riportano come pronunciate dal Presidente del Consiglio Gentiloni. Il Rosatellum passerà poi al Senatodove però non sono possibili voti segreti. In sostanza, se il popolo italiano non riponga sufficiente fiducia in una sola forza politica, rendendo così necessario governare mediando e negoziando (come si è fatto per lunga parte della storia repubblicana). A Montecitorio la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha preso le distanze dai suoi alleati: "È una legge vergognosa, non non potevamo starci e ci dispiace che altri si siano resi disponibili". I pentastellati bisseranno domani, quando e' atteso anche Beppe Grillo. Pare che il premier Paolo Gentiloni, all'inizio almeno, non fosse felicissimo per via della fiducia, ma l'operazione è stata portata avanti ai massimi livelli istituzionali, dunque anche con il Quirinale, e con morbidezza avvolgente nei confronti di tutti.

Gli emendamenti presentati sono in totale 200. Appuntamento domani alle 13 a piazza Montecitorio.

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