Migrazioni il voto del Parlamento Europeo per riformare il Regolamento di Bublino

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Il Paese che si rifiuterà di ricollocare la propria quota subirà una riduzione dell'accesso ai fondi UE. Inoltre dibatteranno il finanziamento futuro del Trust Fund per l'Africa sul quale però, indicano le fonti, "il contributo degli stati membri non è sufficiente" perché - nelle consultazioni avute dal presidente Donald Tusk con tutte le capitali - "non c'è abbastanza fiducia che sia lo strumento giusto". Giovedì, la commissione per le libertà civili ha approvato le sue proposte per un nuovo regolamento di Dublino, pietra angolare del sistema d'asilo dell'Unione europea, che mirano a rimediare alle attuali debolezze e a creare un sistema solido per il futuro.

Per la Comunita' di Sant'Egidio "il voto a larga maggioranza dimostra che il fenomeno dell'immigrazione puo' essere affrontato dall'Europa in modo piu' unitario e, soprattutto, meno condizionato da strumentalizzazioni e paure che hanno il solo effetto di allontanare le soluzioni invece di favorirle". Nel caso in cui questi legami non esistano, i richiedenti asilo verrebbero automaticamente assegnati a uno stato membro secondo una chiave di distribuzione fissa. La riunione del Ppe, a cui prenderanno parte tra gli altri la cancelliera tedesca Angela Merkel e i presidenti delle istituzioni Ue Jean-Claude Juncker, Donald Tusk e Antonio Tajani, vedrà dopo molti anni il ritorno del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.

La novità principale è una vittoria per l'Italia.

Calabria, morto lo storico Rosario Villari
Il decesso è avvenuto nella sua casa di Cetona ( Siena ), in seguito alle conseguenze di una polmonite. Lo scrittore ha insegnato all'università di Messina, di Firenze e alla Sapienza di Roma .

"Con le modifiche apportate in commissione essenzialmente basate su emendamenti di ispirazione del gruppo S&D - assicura Kyenge- abbiamo eliminato quella che da sempre è considerata la stortura del sistema, la responsabilità del Paese di primo ingresso".

Questo provvedimento obbliga i richiedenti asilo a fare richiesta sul territorio del primo stato europeo in cui essi approdano senza poterla reiterare in altri stati dell'Ue. E questo anche per agevolarne l'inserimento e l'integrazione in un tessuto sociale non completamente sconosciuto. "Il meccanismo di ricollocamento non sarà affatto automatico: scatterà solo dopo le macchinose procedure filtro sulla sicurezza e sull'ammissibilità della domanda". "Si tratta di un vergognoso passo indietro, non viene introdotto un meccanismo automatico e, anzi, tutti i migranti economici resteranno dove arrivano, in Italia". Tali check avrebbero obbligato i Paesi di primo ingresso ad effettuare controlli sistematici sull'inammissibilità di tutti i richiedenti in base ai concetti di paese terzo sicuro e primo paese d'asilo, creando oneri aggiuntivi per i paesi di frontiera e mettendo a rischio il diritto di richiedere l'asilo. "Così come resteranno in Italia i migranti ritenuti, a seguito di verifiche, potenzialmente pericolosi", ha concluso Ferrara. "Siamo qui per rivendicare anche i risultati molto incoraggianti che l'azione dell'Italia ha raggiunto per quanto riguarda il contrasto al traffico di migranti clandestini nella rotta del Mediterraneo centrale", ha detto il premier Paolo Gentiloni prima del summit europeo.

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