Banche venete, Bankitalia: "La colpa fu degli amministratori"

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Nuova polemica sulla crisi delle banche venete - Popolare di Vicenza e Treviso Banca -, stavolta a parlare "Le criticita?"

Di fronte alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario ha parlato ieri, giovedì 2 novembre, Carmelo Barbagallo, il capo della vigilanza della Banca d'Italia.

"I due istituti hanno dichiarato il falso alle autorità di vigilanza con una risposta formale nella quale negavano la concessione di prestiti per l'acquisto di azioni proprie". "Si tratta di fatti non opportuni - ha spiegato - non mi piace, non è una cosa che gradisco e credo che nessuno in vigilanza lo gradisca". Chiamato a spiegare l'operato dei suoi ispettori nel dissesto delle banche venete - la Popolare di Vicenza e Veneto Banca - il dottor Barbagallo ha ripercorso puntigliosamente tutto il decorso della malattia e le cure somministrate. Via Nazionale anche senza i poteri investigativi "ha segnalato tempestivamente le irregolarità all'autorità giudiziaria con la quale l'interlocuzione è stata continua e aperta, al pari della collaborazione con la Consob". "Sull'erogazione del credito, la Vigilanza ha più volte stigmatizzato le carenze gestionali e sanzionato i comportamenti scorretti ma non le è consentito l'esercizio di funzioni dirigiste nell'erogazione del credito".

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Non ne limitiamo l'uso ma ne contrastiamo l'abuso", ha precisato, "abbiamo finalmente una soluzione che a mio avviso è giusta ed equilibrata".

Secondo il Capo della Vigilanza le "criticità' emerse per le due banche venete sono riconducibili, in ultima istanza, all'inadeguatezza del loro governo societario e, in tale ambito, all'autoreferenzialita' del management".

Difesa su tutta la linea anche per quanto riguarda la pratica delle cosiddette "porte girevoli".

La possibile fusione nel 2013 fra Veneto Banca e Popolare di Vicenza andò a monte "per dissidi insanabili" fra le due parti anche se un'operazione simile nel momento in cui dopo le ispezioni della Banca d'Italia era emerso come la prima "avesse problemi importanti" e la seconda "minori" era "piuttosto naturale" visto che entrambi erano popolari non quotate e simili. Poco è servito definire "inopportuna" la scelta di quei servitori dello Stato trasformatisi in servitori del capitale privato, e ancor meno è stato utile quando il dottor Barbagallo si è inerpicato su uno specchio per dire che il comportamento di taluni ispettori non ha certo influenzato l'atteggiamento ispettivo della Banca.

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