Buffon: "I tifosi dell'Italia non critichino a priori. Non abituiamoci alla mediocrità"

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Però c'è una cosa che sinceramente non capisco: ci si sorprende del fatto che adesso siamo qui a giocarci questo spareggio, ma questo scenario era chiaro sin dall'inizio.

Gara dentro o fuori.

Una notte interminabile ed agitata, fra cattivi pensieri ("Ci hanno provocato per tutta la gara.", ricordano gli azzurri) e voglia di riscatto perché, quella di domani, non deve essere l'ultima Italia per chi ha deciso di lasciare, o è pronto a farlo. Viviamo come la vigilia di una gara importante. E' da venerdì scorso che sono in uno stato di giusta attenzione e tensione.

Morto per uno scambio di provette con un omonimo: medici a processo
I fatti avvennero il 9 maggio 2014, nel reparto di Medicina, quasi un mese dopo il ricovero per una lombosciatalgia di Giacobbi . Ventiquattro ore di sofferenze, tra cure sbagliate e provette di sangue scambiate con il suo omonimo, prima del decesso.

Buffon non usa slogan. La carica arriva anche da Gianluigi Buffon: "Abbiamo tutti grandi responsabilità".

Questo scenario sarebbe negativo per l'immagine del calcio italiano, che sicuramente riceverebbe un conto salatissime, ma comunque sarebbe positivo sotto certi aspetti: oltre al rivedere l'intera organizzazione del sistema lavorativo e degli addetti ai lavori della nazionale italiana (l'Italia di Ventura non esisterebbe più, con un probabile esonero dell'attuale CT), verrebbero riviste molte regole della nostra Federazione e alcune regole che devono rispettare le società calcistiche italiane, soprattutto sotto il piano dei settori giovanili, attualmente messi in secondo piano e carenti di italiani. "La Svezia di oggi è come quella del passato". La Svezia gioca in modo consolidato da venti anni, con lo stesso modulo tattico e caratteristiche. Ventura ha riavvolto il nastro dell'Arena e lo ha mostrato, vivisezionandolo, al gruppo, riunito nella sala tv della Pinetina, casa dell'Inter, ma casa azzurri fino a martedì mattina.

"Siamo da un lato nella normalità, d'altro canto non si vede l'ora di andare a ribaltare il risultato e andiamo a prenderci quello che pensiamo di meritare". La vittoria degli scandinavi, frutto di un gol abbastanza fortuito, non è stata certamente meritata, ma quando annaspi su ogni pallone lungo e non sai cosa fare in attacco, l'alibi della sfortuna, per quanto essa sia stata evidente (vedasi palo di Darmian) non regge. Ritrovarsi da subito in un ambiente critico, non porterebbe a nulla di buono. Dobbiamo ricordate che è una partita importante per tutti noi e per la storia della nostra Nazione.

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