'economia "circolare" secondo Ikea: ricompra i mobili usati

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Se avrà successo potrà essere replicata altrove.

L'arredamento di casa è importante, dice chi siamo e, soprattutto, ci accoglie quotidianamente quando torniamo dal lavoro. Vivere bene significa vivere bene anche con ciò che ci circonda e i mobili di casa ne fanno parte. La conferma è arrivata da Manuel Rotzinger, portavoce di Ikea.

La multinazionale svedese ha deciso di avviare in Svizzera un progetto pilota che consiste nel ritirare i mobili di cui la propria clientela intende disfarsi (a patto che siano i buono stato e riutilizzabili). L'iniziativa partirà nel gennaio 2018 nella sede di Spreitenbach, a nord ovest di Zurigo, e durerà tre mesi.

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Alla presenza del comandante Giorgio Naselli, del tenente colonnello Riziero Asci e del parigrado Luigi Dellegrazie, sono state illustrate le nuove tavole.

Nel caso che i clienti abbiano dei mobili Ikea ancora in buone condizioni e utilizzabili, essi possono restituirli all'Ikea in cambio di un buono per nuovi acquisti presso l'azienda svedese, con i buoni che - in base alla qualità dei mobili restituiti - possono valere fino al 60% del prezzo originale dei mobili. Inutile sottolineare come il progetto serva ad attirare i clienti permettendo non solo di liberarsi di mobili ormai vecchi, ma anche di ricevere uno sconto per l'acquisto del nuovo, spingendo quindi le vendite del colosso svedese.

Il pagamento non avverrà in denaro ma in buoni Ikea, mentre l'usato ritirato (letti, comodini, tavoli, librerie) verrà rimesso in vendita (in spazi dedicati) per consentire ad altri clienti di fare i propri acquisti a prezzi ancora più accessibili.

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