Il Comune non "gonfia" la Tari

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"Qualcuno ha anche presentato richiesta di rimborso". Forti della circolare diffusa ieri dal ministero delle Finanze, che ha confermato la loro tesi, Vinci e Sorbello ribadiscono l'invito al Comune di verificare tutti i casi in cui la quota variabile è stata ripetuta per ogni pertinenza autonoma dal punto di vista catastale e di procedere d'ufficio al rimborso. Andiamo a scoprire nel dettaglio come ottenere il rimborso.

"Un diverso modus operandi da parte dei Comuni non troverebbe alcun supporto normativo - continua la circolare -, dal momento che condurrebbe a sommare tante volte la quota variabile quante sono le pertinenze, moltiplicando immotivatamente il numero degli occupanti dell'utenza domestica e facendo lievitare conseguentemente l'importo della Tari". Per 'superficie totale dell'utenza domestica' si intende la somma dei metri quadri dell'abitazione e delle relative pertinenze.

Accertato l'errore, come riavere indietro quanto versato in più? 1, comma 164, della legge 296/2006, entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento.

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Non è possibile chiedere il rimborso relativamente alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), governata da regole diverse da quelle della TARI, che non prevedevano, tranne in casi isolati, la ripartizione della stessa in quota fissa e variabile. E' la precisazione fatta dall'assessore al bilancio Marco Papiani dopo che nei giorni scorsi sulla stampa nazionale sono apparse notizie di presunte duplicazioni della quota variabile della tassa sui rifiuti a danno dei cittadini (in allegato sotto l'articolo la circolare ministeriale in merito, ndr). "In quanto lo stesso nucleo familiare produce sempre lo stesso quantitativo di rifiuti, pur possedendo più immobili (utenze domestiche) non locati e nello stesso comune dell'abitazione principale".

Qualora il contribuente riscontri un errato computo della parte variabile della tassa sui rifiuti effettuato dal Comune o dal soggetto gestore del servizio può chiedere il rimborso del relativo importo in ordine alle annualità a partire dal 2014, anno in cui la TARI è entrata in vigore.

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