Ilva, Emiliano: il decreto del governo proroga termini scaduti

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Si può anche disprezzare il personaggio o l'operato di Michele Emiliano, governatore della Puglia, ma questo coro unanime di critiche - dal governo del liberista Calenda al sindacato del barricadero Landini - contro la mossa del magistrato-presidente di ricorrere al Tar di Lecce sul via libera al piano per l'Ilva formulato dal colosso indiano Arcelor-Mittal non può che sconcertare. "Sono inutili i tavoli finché non è chiara la situazione - dice furibondo il titolare del Mise intervenendo all'assemblea della Cgil sull'acciaio - Se il Tar di Lecce accoglie l'impugnativa, l'amministrazione straordinaria dovrà procedere allo spegnimento dell'Ilva".

"Dagli Enti locali c'è una gestione schizofrenica". Se il ministro Calenda ritiene di aver fatto le cose con criterio di legge, non ha nulla da temere, e allora perché attacca le istituzioni locali? Infatti il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, sostiene che "se l'acquisizione non rispetta l'ambiente e le nostre priorità è un problema di chi l'ha permessa e i ricatti non ci spaventano", e aggiunge: "Basta con il furto del futuro dei nostri bambini". E per il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, si passa "dal dramma alla tragedia" a causa di quella che definisce "un'iniziativa sciagurata" cui il sindacato "si opporrà con tutta la forza" perché "non possiamo permettere che la siderurgia nazionale, muoia per giochi elettoralistici dettati da esigenze populiste". "Non si può trascinare una vicenda in cui - spiega il leader della Fim- è in ballo il risanamento ambientale e la difesa di migliaia di posti di lavoro a capricci per la propria visibilità politica". E ritornano in mente le parole che un anno fa l'ex segretario generale della Cgil provinciale lanciava a Michele Emiliano, invitandolo a smetterla di usare Taranto come palcoscenico personale. Nessuno di coloro che oggi si appellano alla responsabilità dice nulla su questo: non hanno detto nulla quando per legge e' stata garantita immunità penale agli acquirenti in caso di violazione delle leggi ambientali e sanitarie. "Oggi - ha proseguito Landini - è opportuno far ripartire gli investimenti e la copertura dei parchi minerari. Spero vivamente che Regione e Comune abbiano ben ponderato le possibili conseguenze delle loro iniziative e le responsabilità connesse". La soluzione è migliorare l'Aia e, per quanto ci riguarda, il confronto deve proseguire in una dialettica tutta sindacale. Ad annunciarlo il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che sottolinea: "Speriamo che gli investitori ora non scappino". Come se la "melina" fatta sull'Ilva dall'insieme dell'ordinamento italiano negli ultimi sei anni, dapprima con la mischia istituzionale tra poteri (quando Emiliano non essendo alla Regione non c'entrava nulla) e poi nelle varie fasi successive della vicenda, fino alla gara internazionale per la vendita, con il doppio ruolo dello Stato, arbitro e concorrente, attraverso la partecipazione della sua Cassa depositi e prestiti alla cordata che ha perso Acciaitalia, fosse tutta colpa dell'attuale governatore.

Coppa Italia 2017/2018, Chievo-Verona 5-6 dopo rigori: gli highlights
Dopo il vantaggio firmato Pellissier al 6' del primo tempo, gli scaligeri hanno risposto al 34' con Fares . Unico errore nel Chievo per Pellissier , che però è costato la sconfitta.

"Dobbiamo essere veloci e se troveremo eventuali problematiche di concorrenza sarà l'acquirente che dovrà occuparsene, quindi risolverle e fare chiarezza" ha concluso.

"Il Dpcm - ha detto Emiliano - rinvia senza ragione e senza dare una giustificazione l'adempimento già previsto dall'Aia (l'Autorizzazione integrata ambientale, ndr) di moltissime prescrizioni ambientali. Lo dica e se ne assuma la responsabilità" - ha aggiunto.

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