Ilva, i lavoratori occupano la fabbrica di Genova

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Prima notte in fabbrica per i lavoratori dell'Ilva di Genova che da ieri hanno occupato lo stabilimento per protestare contro i 600 esuberi annunciati da Am Investco e chiedere il rispetto dell'accordo di programma del 2005, che prevedeva la chiusura degli impianti a caldo in cambio del mantenimento dei livelli occupazionali e salariali.

"I delegati Fim e Uilm, in via approssimativa, ci hanno comunicato che su circa 570 presenti al lavoro hanno partecipato all'assemblea solo 200 lavoratori e 350 sono rimasti al posto di lavoro - prosegue la nota - Tutti i restanti dipendenti non presenti al lavoro (250) sono lavoratori in cassa integrazione". Non va va bene. "Invece di rivendicare tavoli alternativi che non esistono e isolarsi, la Fiom dovrebbe partecipare laddove si discute dei destini dei lavoratori della siderurgia e quindi anche del sito di Genova". Così in una nota Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil, e Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom-Cgil. Secondo Vella, la modalità messa in campo dalla Fiom a pochi giorni dalla ripresa della trattativa con Arcerlor Mittal è "inutile e dannosa, oltre che inaccettabile sul piano della democrazia interna".

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Grazie ai tifosi, grazie a tutto lo staff e a coloro che lavorano dietro le quinte, grazie ai miei compagni di squadra. Voglio ringraziare tutti per la gentilezza e il supporto che mi hanno dato in questa città incredibile.

"Desta stupore e sconcerto che la Fiom Cgil promuova, fuori dalle regole, l'interruzione delle attività e proclami il presidio dello stabilimento Ilva di Genova, mentre il confronto fra le parti si è finalmente concretamente avviato". "Proprio mentre si apre il confronto, reparto per reparto, del piano industriale proposto dall'investitore - ha affermato Calenda - una simile iniziativa rischia di mettere a repentaglio la trattativa per tutta l'Ilva". La protesta andrà avanti almeno fino a mercoledì, in attesa dell'esito dell'incontro al ministero dello Sviluppo economico tra sindacati e azienda. "Noi siamo stati rispettosi, chi non ha rispetto per i lavoratori è il Ministero che non convoca tutte le parti coinvolte". "Si ricorda che tra investimenti industriali ed ambientali - dell'Amministrazione Straordinaria e dell'investitore - e rimborso ai creditori - conclude il Mise - stiamo parlando di 5,3 miliardi di euro, ovvero il più grande investimento industriale in Italia da decenni a questa parte".

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