Intercettazioni. Cdm approva decreto. Gentiloni: non si limita l'uso ma l'abuso

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Con il via libera, oggi al Consiglio dei ministri, del decreto legislativo (nove articoli) sulle nuove regole sulle intercettazioni si pongono dei paletti, dei limiti, alla divulgazione di notizie che finora hanno inondato i mass media. Il testo, che ora dovrà passare all'esame delle commissioni Giustizia delle due Camere prima di fare ritorno a Palazzo Chigi, punta a regolamentare e restringere l'utilizzo delle intercettazioni, per evitare che vengano rese pubbliche delle conversazioni irrilevanti per le indagini.

Il testo inserisce dei vincoli alla trascrizione delle conversazioni nelle richieste dei pm e nelle ordinanze dei giudici: "Quando è necessario, sono riprodotti soltanto i brani essenziali", dispone infatti il provvedimento.

Viene poi istituito presso l'ufficio del pubblico ministero m un archivio riservato delle intercettazioni, la cui sorveglianza è affidata al procuratore della Repubblica e il cui accesso sarà consentito solo a giudici, difensori e ausiliari autorizzati dal pm.

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Che, per quanto campionato federale, è sempre una partita di pallone fra ragazzini, campionato Allievi regionali . Vogliamo denunciare un episodio di violenza e ferocia subito questa mattina a Monteroni .

Dopo vent'anni di polemiche che hanno diviso le forze politiche e avuto ricadute anche pesanti nei rapporti con la magistratura e la stampa, il Governo è arrivato a trovare un accordo per riformare le intercettazioni, strumento fondamentale per le indagini, garantendo il giusto equilibrio fra interessi primari tutelati dalla Costituzione: la segretezza della corrispondenza e il diritto all'informazione, codificato nell'articolo 21 della Carta. "Vi è un primo vaglio della polizia giudiziaria, sotto il controllo del magistrato che conduce le indagini, per togliere ciò che non è penalmente rilevante. Non ne limitiamo l'uso ma ne contrastiamo l'abuso", ha precisato, "abbiamo finalmente una soluzione che a mio avviso è giusta ed equilibrata".

Quanto ai mezzi per intercettare, si delimita l'uso dei "trojan", ossia i captatori informatici, in pc o smartphone consentendone sempre l'impiego, senza particolari vincoli, per i reati più gravi (in primis terrorismo e mafia).

La nuova legge sulle intercettazioni prevede fino a 4 anni di carcere per "chiunque, al fine di recare danno all'altrui reputazione o immagine, diffonde con qualsiasi mezzo riprese audio o video, compiute fraudolentemente, di incontri privati o registrazioni, pur esse fraudolente, di conversazioni, anche telefoniche o telematiche, svolte riservatamente in sua presenza o alle quali comunque partecipa". È questo il commento del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. "E' un bene che sia stato centrato l'obiettivo di piena tutela della privacy e della riservatezza di chi con le indagini nulla c'entra". Si tenta così di dare una risposta al problema della cosiddetta "gogna mediatica" che ciclicamente alimenta polemiche.

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