Milan, discussione in Uefa per il Fair Play Finanziario

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Il voluntary agreement, sostanzialmente un accordo programmatico con l'UEFA fatto di regole, impegni e soprattutto rispetto delle condizioni stipulate, è sicuramente un passaggio obbligato per evitare di rimanere fuori dal calcio che conta.

In attesa che i vertici dell'Uefa, dagli uffici di Route de Genéve 46 a Nyon, si pronuncino in maniera definitiva sulla richiesta di voluntary agreement avanzata dal Milan, rappresentato nella riunione odierna da Marco Fassone, amministratore delegato dell'Ac Milan, Han Li, executive director e braccio destro del presidente Yonghong Li, Marcus Kam, amministratore delegato di Milan China, oltre all'avvocato Leandro Cantamessa e Valentina Montanari, Chief Financial Officer, una decisione sembra essere già stata presa in via Aldo Rossi.

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Apponi ha quindi ribadito che "se avessimo avuto segnali di quella profondità avremmo reagito in maniera diversa". Dunque, all'epoca Consob non aveva indizi sufficienti per fare un'ispezione.

Tre i possibili scenari: l'accettazione, il patteggiamento (come Inter e Roma) o una sorta di sospensione del giudizio legata al controllo più approfondito dei parametri.

RIFINANZIAMENTO DEBITO - Davanti all'Uefa, Fassone farà quindi il punto sul progetto della nuova proprietà cinese, che ha scelto di acquistare giovani di prospettiva anche per aumentare il valore della rosa (si stima che ora il valore del Milan sia passato da 740 milioni al 800/900 mln di euro). La positività è dettata anche dal clima di trasparenza e del livello di approfondimento in cui si è svolto il confronto. Nel caso non venisse ritenuto adeguato, sarà effettuato un nuovo riesame tra gennaio e febbraio 2018. La richiesta del Milan, lo ricordiamo, è quella di ottenere un Voluntary Agreement tale da ottenere una deroga sui vincoli del Fair Play Finanziario, e di raggiungere il pareggio di bilancio al termine del piano quadriennale eventualmente accordato al Milan fino al 2021.

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