Niente aumento dell'età per i lavori gravosi

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Tuttavia, si possono allargare le maglie dei pensionamenti anticipati per lavori gravosi.

Nessun rinvio di sei mesi, almeno per il momento, della decisione amministrativa per rendere operativo l'adeguamento a 67 anni, nel 2019, dei requisiti di pensionamento all'aspettativa di vita certificata dall'Istat. L'adeguamento dell'età pensionabile alla speranza di vita, uno dei capisaldi della riforma Fornero, rimane in piedi, ma i lavoratori che esercitano attività gravose, in base alle intenzioni, verranno esentati dal meccanismo di adeguamento automatico. Che potrebbe anche essere migliorato in alcuni punti, come ad esempio la tempistica (calcolo sulla media annuale "mobile" e non più triennale) e nella calibratura (ritocchi dei requisiti di vecchiaia e anticipo anche al ribasso e non solo al rialzo in caso cali l'aspettativa di vita). Lo ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, in una breve dichiarazione al termine dell'incontro a Palazzo Chigi.

La partita della previdenza si aggiorna al 13 novembre. Ci sono pure i macchinisti e parte dei ferrovieri, i conciatori, camionisti, lavoratori impegnati in turni di facchinaggio, gli infermieri (non tutti), operatori ecologici, insegnanti delle materne e degli asili, badanti che assistono persone non autosufficienti. Con i quali - unica concessione al principio - si è "stabilito un tavolo, che avrà aspetti tecnici e politici, che riguarderà la possibilità di estendere le categorie assoggettate ai lavori gravosi per vedere di staccarle dal meccanismo di aumento automatico".

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LUNEDÌ IL PRIMO TAVOLO TECNICO - "Abbiamo concordato che nel tavolo tecnico - ha spiegato Padoan - si considererà la possibilità di modificare e migliorare i meccanismi che attualmente determinano la cadenza di adeguamento dell'età pensionabile sotto il vincolo che eventuali modifiche non intacchino la sostenibilità del sistema previdenziale che è un pilastro fondamentale della sostenibilità finanziaria del Paese". Per Annamaria Furlan (Cisl) è positivo "che siano stati dati tempi stringenti, si può fare un lavoro importante", mentre per Carmelo Barbagallo (Uil) "è positivo che il confronto continui ma sono tutti da verificare i paletti fissati dal ministro Padoan". Da poco il Governo ha concesso la flessibilità in uscita alle categorie di lavoratori più disagiati, attraverso l " ape sociale e la quota 41.

Il segretario generale della Cgil ha comunque ricordato che c'è "un tempo ragionevolmente stretto, altrimenti bisognerà scegliere altre strade".

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