Pittrice scomparsa, il figlio indagato si avvale della facoltà di non rispondere

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Simone era assistito da tre difensori, gli avv.

I sanitari non si esprimono sulle sue condizioni, che vengono ritenute gravi, e non si esclude che all'origine del gesto possa esserci un tentativo di togliersi la vita attraverso l'ingestione di barbiturici. Alessandro Angelozzi, Gianluca Reitano e Gianluca Carradori, ma la sua permanenza nella caserma è durata meno di un'ora.

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Anche quella è un'esperienza stupenda a livello umano, ma essendo pigra mi metterei comoda dentro a una Casa . Nel mondo del lavoro afferma che il maschilismo c'è sempre, " magari nascosto da una finta parità ".

Convocato stamani nella Caserma del Comando provinciale dei Cc ad Ancona, Simone Santoleri, il figlio della pittrice Renata Rapposelli, trovata morta il 10 novembre in un dirupo nelle campagne di Tolentino, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del pm Andrea Laurino. L'artista è scomparsa il 9 ottobre durante il tragitto da Giulianova (dove vivono i Santoleri) ad Ancona, residenza della pittrice. In attesa del risultato degli esami del Dna, la sicurezza che quel cadavere sia di Renata Rapposelli prende sempre più consistenza. La scarpata che finisce nel fiume Chienti è ripida e piena di rovi, difficile da raggiungere anche per i carabinieri e i vigili del fuoco, che sabato mattina hanno recuperato la salma, in avanzato stato di decomposizione.

A fare ipotizzare questo è il fatto che il corpo è stato trovato in posizione fetale, rannicchiato, come se la donna avesse cercato in qualche modo di difendersi, non potendo muoversi dall'inferno in cui era caduta.

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