Rai: a viale Mazzini esplode il caso Gabanelli

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"L'uscita di Milena Gabanelli dalla Rai è una perdita molto grave per il Servizio Pubblico - si legge in una nota congiunta Fnsi e Usigrai - Non è possibile che la Rai si rassegni a perdere un patrimonio che ha appassionato milioni di telespettatori e che ha infastidito non pochi santuari della finanza, dell'economia e della politica, che sicuramente faranno festa".

Non erano evidentemente fatti per capirsi Milena Gabanelli e la Rai, o almeno questa nuova Rai decisamente più 'istituzionale' di Mario Orfeo, che ha subito smontato molte scelte un po' 'creative' dell'ex AD Campo Dall'Orto.

Il 31 ottobre sono allora arrivate le dimissioni della Gabanelli dalla Rai: "Ho comunicato oggi all'azienda le mie dimissioni (operative dal 15 novembre; N.d.R.) poiché le condizioni proposte non permettono di produrre risultati apprezzabili".

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Milena Gabanelli lascia la Rai. Poiché non attrae le forze dei 1.600 giornalisti Rai (indispensabili per farlo decollare), in quanto percepito come il sito di una testata concorrente. Quanto al valore dell'online, siamo i primi ad averci creduto quì a Taranto quando, il più buono dei nostri detrattori, ci definiva nient'altro che visionari.

Per uscire dal muro contro muro su Rai News, che aveva spinto la giornalista a un periodo di aspettativa non retribuita, Gabanelli aveva rilanciato con un'altra idea, che ricordava "Il fatto", un famoso programma di Enzo Biagi. Al fine di non disperdere il lavoro fatto in questi mesi, ho proposto al Direttore Generale una striscia quotidiana di 4 minuti di un fatto raccontato per numeri.

La Rai "esprime amarezza per la decisione di Milena Gabanelli di interrompere il contratto di lavoro firmato con l'azienda solo nove mesi fa e di respingere l'offerta della Direzione generale di svolgere il prestigioso incarico di condirettore di Rainews24 con la delega allo sviluppo del portale web (con 45 giornalisti, una nuova grafica e il contributo di tutte le testate) e insieme di ritornare in video con Report, la trasmissione da lei resa celebre". "Una doppia offerta - fa sapere l'azienda di Viale Mazzini - che doveva rappresentare il momento di passaggio verso la nascita di una testata web autonoma, i cui tempi di realizzazione sono oggi fissati dal nuovo contratto di servizio approvato dal Cda Rai e presto al vaglio della Commissione parlamentare di vigilanza". Ma anche questa strada secondo il Dg non e' al momento percorribile", spiega ed ora sarà il momento dice all'Ansa, "di pensare al futuro, da domani.

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