Banca Etruria, Renzi: "Passo indietro della Boschi? Decideranno gli elettori"

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Boschi ha risposto a Ghizzoni sul caso di Banca Etruria, afermando di non aver chiesto di acquisire. Nel frattempo, la Commissione procede la sua attività: convocato per stamattina Vittorio Grilli, ex direttore generale del Tesoro e ministro dell'Economia.

"Non siamo al complotto, ma l'assedio è evidente".

Quella di Banca Etruria, afferma Renzi, "è una vicenda priva di conseguenze penali".

Peccato che la decisione del partito rischi di essere forzata, viste le defezioni che si stanno susseguendo giorno dopo giorno. Così non è stato: il coinvolgimento dell'imprenditore e amico di Renzi Marco Carrai, anzi, trasforma un caso familiare (quello di Boschi e suo padre) in un vero caso politico.

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Nonostante il tempestivo intervento del personale medico del 118, per Francesco non c'è stato nulla da fare. L'autista si è subito fermato e ha chiesto aiuto.

"Un politico si fa giudicare dai cittadini, e saranno gli elettori a giudicare non solo Maria Elena Boschi ma tutti noi".

"Il Pd decide le candidature a gennaio - ha concluso Renzi - andremo sul territorio a vedere cosa pensano i cittadini". Il segretario del Pd difende di nuovo la Boschi, condividendo quanto detto dalla Boschi nell'intervista rilasciata alla Stampa: "Condivido le sue parole, sulla vicenda Banca Etruria si è aperta una 'caccia alla donna'".

Il ministro, prosegue Ghizzoni, "convenne: ci lasciammo con l'accordo che l'ultima parola spettava a Unicredit che avrebbe deciso solo nel suo interesse".

Le dimissioni di Maria Elena Boschi? Secondo il segretario del Pd la partita per il primo posto alle elezioni è a due e a votare andrà il 70% degli italiani: "Il primo partito sarà o il M5s o il Pd, noi vogliamo che il Pd sia il primo partito e credo che ci riusciremo". E perché si è persuasi che, a tempo debito, anche la causa civile contro De Bortoli darà ragione all'ex ministra. L'ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni conferma i contatti con la sottosegretaria a proposito di una possibile acquisizione di Banca Etruria da parte di Unicredit, con una richiesta diretta avvenuta il 12 dicembre del 2014, escludendo però pressioni e l'allora ministra per i Rapporti con il Parlamento finisce di nuovo sotto assedio. Fu un colloquio cordiale, e non avvertii pressioni" dice, sottolineando che "la considerai una richiesta abbastanza normale: "un ceo di una banca come Unicredit deve essere in grado di mettere in chiaro che è la banca che decide, messaggio che fu assolutamente condiviso". Le banche non sono il grande problema del Paese, ma sicuramente sono stati bruciati ben 44 miliardi di euro. Quindi la sottosegretaria non ha commesso nessun tipo di pressione. Attendo l'azione civile di cui ho sentito finora parlare, senza aver ricevuto alcun atto. La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all'amministratore delegato di una banca quotata.

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