Banche, Visco: crisi inevitabile dovuta a recessione

Share

"Mai". E' quanto ha affermato il governatore di Banca d'Italia Ignazio Visco in audizione alla Commissione d'inchiesta sulle banche.

Ignazio Visco conferma che non ci sono state "pressioni della Banca d'Italia per favorire la Banca Popolare di Vicenza o sollecitarne un intervento". "Abbiamo agito con il massimo impegno e nell'esclusivo interesse del Paese".

"Nell'opinione di alcuni la Banca avrebbe sempre detto che andava tutto bene - ha detto ancora Visco - così come avrebbe sottovalutato la situazione quando, con la seconda recessionne innescata nel 2011 dalla crisi dei debiti sovrani, una nuova ondata di deterioramento della qualità dei crediti si è aggiunta a quella sopportata dalle banche nel triennio precedente".

"Se non vi fossero state gestioni poco prudenti e spesso caratterizzate da pratiche illegali, perfino queste sette crisi (delle banche) avrebbero potuto essere superate in modo ordinato", ha spiegato Visco parlando della crisi delle 4 banche finite in risoluzione, delle due venete e di Mps. "A determinare l'evoluzione del sistema finanziario italiano non è stata una vigilanza disattenta ma la peggiore crisi economica nella storia del nostro paese" ha puntualizzato Visco nel corso della sua audizione. "La mala gestio di alcune banche, comunque, c'è stata e l'abbiamo più volte sottolineato; le gravissime condizioni dell'economia hanno fatto esplodere situazioni patologiche".

Facebook fa autocritica, i social possono fare male: riflessione di due ricercatori
La durata di 30 giorni scelta da Facebook non è vincolante, in quanto si può disabilitare la funzione anche dopo qualche ora. Alla fine della giornata il gruppo di confronto versava in un stato d'animo peggiore rispetto al gruppo di controllo.

"Nessuna pressione o indicazione" da parte di Bankitalia per favorire l'acquisizione di Banca Etruria da parte di Bpvim, ha poi specificato il governatore.

Visco ha raccontato alla commissione anche di una riunione avvenuta nel 2013 al termine di una campagna di ispezioni con i vertici di alcuni istituti di credito che resistevano all'idea di svalutare i crediti e aumentare il capitale.

"Si è adombrato il sospetto che la presenza di ex dipendenti della Banca d'Italia tra il personale delle banche abbia influito negativamente sull'accuratezza del lavoro della Vigilanza". "Ho ricordato piu' volte - ha proseguito Visco - che le banche sono imprese e come tali vengono trattate dalla Vigilanza, nel pieno rispetto della loro autonomia di gestione, della quale hanno sempre la piu' completa responsabilita'". "Si dice che il Governatore sia libero di segnalare o non segnalare" anomalie alle altre Autorita': "questo non avviene mai". "In Italia l'impatto è attualmente stimato in circa 13 miliardi, lo 0,8 per cento del Pil: il costo degli interventi pubblici di sostegno al settore finanziario italiano - a fronte dei quali vi sarà un recupero almeno parziale - è dunque assai contenuto nel confronto internazionale, nonostante che da noi la caduta dell'economia reale sia stata ben più grave che in altri paesi". "In un altro incontro, a richiesta di informazioni su banche in difficolta' io risposti a Renzi che di banche in difficolta' io parlo solo con il ministro. Fu Consoli a parlarne per primo in vigilanza".

Share