Caso Etruria, Ghizzoni: "Nessuna pressione da parte del ministro Boschi"

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Cosa su cui il ministro convenne. Il colloquio fu "cordiale, non avvertii pressioni da parte della ministra". "Risposi che stavamo esaminando la situazione". Dopo, "non ci furono altri incontri né richieste del governo", né "ci fu un cambiamento di atteggiamento del governo su Unicredit".

"Alla fine la Boschi mi chiese se era pensabile un intervento di Unicredit su Etruria. Questo dal punto di vista semantico fa la differenza". La richiesta c'è stata, ha spiegato, ma non ha leso la capacità di decidere in maniera indipendente.

Il primo contatto con Etruria c'era stato nel settembre 2014, prima dell'incontro Boschi-Ghizzoni, "ci fu chiesto se avevamo interesse ad analizzare il dossier per un'eventuale ingresso nel capitale, rispondemmo immediatamente che non c'era interesse da parte nostra". "Da quel momento in poi non ci sono stati ulteriori contatti, le strutture continuavano a lavorare su un'ipotesi di acquisizione" di Banca Etruria.

Ghizzoni chiarisce che non volle chiedere da dove venisse la sollecitazione. Se dovesse fare un passo indietro, a più di un renziano non dispiacerebbe: "Doveva dire - sibila qualche fedelissimo del segretario secondo il Fatto - ritiro la querela". "Non l'ho mai considerato un interlocutore politico" ha aggiunto. "Rimane il sollecito, ma non è stato fatto in maniera pesante". Ghizzoni ha ricordato infatti che la "mia casella postale era accessibile alle mie segretarie".

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Il presidente della Commissione Pier Ferdinando Casini ha detto di aver acquisito la mail agli atti della Commissione e uno dei commissari ha chiesto che possa essere audito Carrai. "Non mi pare che ci siano novità e non ci sono certamente implicazioni per il governo". Carrai in serata ha confermato di aver avuto, "in svariate occasioni, il piacere di incontrare e dialogare, a livello professionale" con Ghizzoni. Sono molteplici, infatti, le iniziative di natura professionale che abbiamo promosso o verificato insieme. Ed anche nel caso dell'email del 13 gennaio 2015, citata nell'audizione parlamentare di oggi, il presunto mistero è presto rivelato: si trattava di questione tecnica, niente di più. Esclusi la banca perché avevamo un rapporto aperto. "Chiedete a lui, non al Pd", si svincola Matteo Orfini, capogruppo Pd in commissione banche, al termine dell'audizione di Ghizzoni.

"Confermo relazione iniziale di Ghizzoni". Io non ho chiesto di acquisire una banca, ho chiesto se Unicredit fosse interessata o meno. Io ho solo chiesto info. "Adesso la parola al Tribunale", scrive su Twitter Maria Elena Boschi. Sono le parole di De Bortoli. "Per me conta solo la verità". "Attendo l'azione civile di cui ho sentito finora parlare, senza aver ricevuto alcun atto", ha concluso de Bortoli. Che è stato impeccabile nel raccontare i fatti.

Interessamento ma non pressioni.

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