Corea Nord, Kim minaccia gli Stati Uniti. La replica: "Subito nuove sanzioni"

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Il regime di Pyongyang, infatti, nella notte ha confermato di aver messo a punto un nuovo test missilistico mediante il lancio di un missile balistico intercontinentale e ha definito la cosa un "successo storico". Parole arrivano all'indomani del lancio, da parte di Pyongyang, di un nuovo missile balistico intercontinentale.

Il missile lanciato dalla Corea del Nord "sembra sia caduto nella zona economica esclusiva (la zona di mare adiacente alle acque territoriali) del Giappone".

Il test è il primo condotto da Pyongyang da metà settembre e arriva a una settimana dalla decisione del presidente Usa Donald Trump di rimettere la Corea del Nord nella lista dei Paesi che sostengono il terrorismo, aprendo la possibilità di imporre nuove sanzioni. E in un tweet ha rivelato importanti passi avanti in tal senso: "Ho appena parlato con il presidente cinese Xi Jinping delle azioni provocatorie della Corea del Nord".

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Haley ha sottolineato che gli Usa non cercano una guerra. Questa volta non ha sorvolato parte del Giappone, come accaduto due volte la scorsa estate, ma le conseguenze sono persino peggiori: il missile - secondo i nordcoreani - è salito fino a una quota di 4.475 chilometri e ha volato per poco meno di 1.000 km.

"Adesso siamo una potenza nucleare". "Se le cifre sono corrette, volando su una traiettoria normale e non su una traiettoria a campagna, questo missile potrebbe avere una gittata superiore ai 13mila km", ha spiegato lo scienziato David Wright sul blog dell'organizzazione. "Abbiamo un missile in grado di colpire tutto il territorio degli Stati Uniti". La Cina esprime "grave preoccupazione e opposizione" per bocca del portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, in quella che è la prima reazione ufficiale di Pechino. Il premier giapponese Shinzo Abe ha immediatamente convocato un gabinetto di crisi ed ha chiesto che anche il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite possa riunirsi. Anche Mosca ha reagito alla "provocazione" nordcoreana. Il presidente Usa, oltre a definire Kim "rocket-man", nel discorso tenuto all'Assemblea generale dell'Onu a settembre aveva avvertito che gli Usa, se costretti a difendere se stessi o i loro alleati, non avevano scelta se non quella di "distruggere totalmente" la Corea del Nord.

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