Disoccupazione stabile a 11,2%

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L'occupazione continua la sua crescita: nel terzo trimestre le persone a lavoro aumentano rispetto al trimestre precedente di 79 mila unità (+0,3%) che su base annua diventano 303 mila (+1,3%).

In Italia i dipendenti a termine raggiungono un nuovo record storico: gli occupati a tempo determinato nel terzo trimestre del 2017 risultano pari a 2 milioni 784 mila. In particolare, nell'ultimo trimestre sono cresciuti del 3,9% su base congiunturale e del 13,4% su base annua. "La dinamica tra il terzo trimestre del 2017 e lo stesso periodo dell'anno precedente porta a una crescita di 303mila occupati (+1,3%)", prosegue l'Istituto di statistica secondo cui il tasso di occupazione sale al 58,1% (+0,2 punti percentuali sul trimestre precedente). E neanche il milione di posti di lavoro in più millantanti da Matteo Renzi, già in campagna elettorale, riescono a far scendere la disoccupazione che dopo due cali consecutivi rimane stabile 11,2%.

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In particolare, nel terzo semestre le persone che hanno un lavoro sono aumentate di settantanovemila unità rispetto al trimestre prima, registrando anche un incoraggiante +0,3%. Il tasso di occupazione cresce di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente, recuperando, appunto, i livelli post-recessione, come dimostra anche il numero assoluto delle persone con un lavoro, pari a 23 milioni 74 mila (anche qui un nuovo massimo, il valore più alto dalla fine del 2008).

L'Istat ha poi spiegato che la crescita congiunturale dell'occupazione è dovuta soprattutto all'ulteriore aumento dei dipendenti nella componente a tempo determinato a fronte della stabilità del tempo indeterminato. La crescita dell'occupazione riguarda entrambi i generi ma è più intensa nelle donne e soprattutto nel Mezzogiorno; è tornata a crescere anche l'occupazione per i giovani tra i 15 e i 34 anni. Si tratta delle persone classificate come 'inattive', che vorrebbero lavorare ma non cercano un impiego perché ritengono di non riuscire a trovarlo. L'Istat registra tra gli indipendenti una contrazione di 99 mila unità, sempre nel confronto annuo. Nonostante diminuiscano di 100mila unità gli "scoraggiati", la loro categoria resta elevatissima, pari a 1 milione 651 mila.

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