Gran Bretagna, medico lasciava le sue iniziali sul fegato dei pazienti

Share

Per siglare gli organi, una sorta di "cartellino di garanzia" per il lavoro svolto, il chirurgo-Zorro si serviva di gas argon, lo stesso che viene utilizzato in sala operatoria per cicatrizzare e fermare un'emorragia.

Il chirurgo, Simon Bramhall, 53 anni ha ammesso davanti al giudice di aver siglato i due organi, ma ha respinto le accuse di aggressione e danno fisico. Era uno dei migliori all'ospedale universitario Queen Elizabeth di Birmingham, in Gran Bretagna, ma aveva uno strano vizio: lasciava le sue iniziali, SB, sul fegato che trapiantava. Gli esperti chiamati al processo hanno spiegato che il gas argon, seppur in questo caso utilizzato in modo improprio, non è ritenuto dannoso per l'organo e non ne compromettono la funzionalità e che normalmente i segni scompaiono da soli. Nel 2013, per puro caso, fu scoperto il suo "vezzo": un collega era intervenuto durante un'altra operazione su un paziente che era stato "marchiato" da Bramhall. Due gli episodi contestati, risalenti al febbraio e all'agosto del 2013, ma è possibile, se non probabile, che i casi siano ben più numerosi, anche se difficilmente verificabili. Bramhall ha allora rassegnato le dimissioni, ammettendo le sue colpe.

Abolita negli USA la Neutrality Net: panico in internet
Donald Trump mantiene la promessa di abolire il principio della net neutrality , cioè della Rete priva di discriminazioni. Clyburn ha ricordato come anche diversi repubblicani al Senato si sono schierati a favore della neutralità della rete .

In aula di tribunale l'accusa ha dichiarato che il suo atto, oltre ad essere eticamente sbagliato, è stato di elevata abilità poiché compiuto di fronte ai suoi colleghi nella loro totale inconsapevolezza. Una ex paziente invece si è schierata in difesa del chirurgo il quale le ha salvato la vita: a 39 anni doveva avere solo due settimane di vita, grazie all'intervento però ora ha potuto festeggiare il suo 50esimo compleanno. "L'azione di Bramhall rischia di screditare la professione".

Tony Badenoch, il promotore della causa legale, secondo quanto riporta Globo, ha affermato che le iniziali sono state "un'applicazione intenzionale apposte con un uso illegale della forza, poichè i pazienti erano anestetizzati". Per la sentenza occorrerà invece attendere il prossimo 12 gennaio. A me non sarebbe importato.

Share