Ilva: Renzi a Emiliano, deposita armi

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"C'è un ministro della Repubblica che vuol farmi passare per matto". Lo strappo tra la Regione Puglia e il governo, però, rimette in discussione il lavoro fatto sino a oggi per mediare tra la cordata di nuovi investitori e i lavoratori. Quel ministro, il titolare dello Sviluppo economico Carlo Calenda, questa mattina ha accolto Emiliano e il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci.

Regione Puglia e Comune di Taranto si sono presentate al ministero dello Sviluppo Economico senza offrire garanzie sul ritiro del ricorso, mandando su tutte furie Calenda, che ha sempre affermato che questa fosse la condizione preliminare per intavolare la discussione.

Sull'operazione pende comunque il giudizio dell'antitrust Ue, che ha tempo fino a fine maggio per chiudere la seconda fase dell'indagine avviata sull'acquisto di Ilva, dopo aver sollevato alcune perplessità sulla possibile concentrazione di alcune produzioni in acciaio. Se il Comune e la regione Puglia non ritirano il ricorso al Tar sull'Ilva, per Calenda "il tavolo è concluso". "Io - ha detto Calenda - mi fermo qui".

Ma, in fondo, l'alternativa quale è? Bastano poche parole per esprimere lo sgomento per una politica che si mostra incapace di governare conflitti che trascendono l'umana comprensione.

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Ad annunciare il trapasso dell'ex trapasso dell'ex cardinale di Boston, che aveva 86 anni, è stato lo stesso Vaticano , con un comunicato.

E le posizioni restano lontane.

A confermarlo è Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, come già annunciato durante il tavolo Ilva, ha dato disposizioni all'Avvocatura della Regione Puglia di non discutere la richiesta cautelare all'udienza in Camera di Consiglio fissata per il 9 gennaio 2018. Diceva il Premier pugliese: "Per la prima volta, grazie alla presentazione del ricorso, siamo finalmente riusciti a ottenere un tavolo unico". Calenda parla di un sms che avrebbe ricevuto da Emiliano, recapitatogli dal ministro per la coesione territoriale e per Il Mezzogiorno De Vincenti. "Pertanto, la sola pendenza del ricorso non può assolutamente provocare la chiusura dell' Ilva annunciata dal Ministro". Ma Calenda replica: "Non mi sono affatto alzato dal tavolo. Cosa sia accaduto lo spiegherà lui" aggiungendo "noi abbiamo anticipato che avremmo revocato le richieste cautelari e presentato i punti su cui non eravamo d'accordo". Dire il contrario è senza senso, non è vero che Mittal se ne va. Ho salutato i rappresentati di Mittal all'uscita, ho stretto loro la mano uscendo dal tavolo, dopo la crisi isterica del ministro, e ci siamo riproposti di vederci al più presto.

Ma a Genova ora che succede? Il fatto che si tratta di persone che non saranno candidate alle elezioni fa riflettere.

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