Italia, allarme povertà: ISTAT, 18 milioni di italiani a rischio

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Secondo una recente indagine pubblicata dall'Istat, sono ben 18 milioni i cittadini del Belpaese in condizioni di disagio tanto marcate da far parlare non soltanto di povertà, ma anche di esclusione sociale.

All'aumento della disuguaglianza si accompagna l'aumento di chi si trova in situazioni di povertà o estremamente precarie.

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Ma cosa si intende per rischio di povertà? . Sul fronte europeo, scrive l'Istat, "nel 2016 sono ancora lontani gli obiettivi prefissati" dalla Strategia Europea 2020: "la popolazione italiana esposta a rischio di poverta' o esclusione sociale e' infatti superiore di 5.255.000 unita' rispetto al target previsto". "Una significativa e diffusa crescita del reddito disponibile e del potere d'acquisto delle famiglie (riferito al 2015), ma anche un aumento della disuguaglianza economica e del rischio di povertà o esclusione sociale".

La popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale include tutti coloro che si trovano in almeno una tra tre condizioni: appunto, risultino a rischio di povertà, vivendo in famiglie sotto la soglia dei 9.748 euro annui; o in condizioni di grave deprivazione materiale (mostra cioè almeno quattro dei nove segnali di deprivazione previsti, dall'essere in ritardo con i pagamenti a non potersi permettere di riscaldare in modo adeguata la casa o andare fuori, in vacanza, per una settimana); o si trovino in famiglie a bassa intensità di lavoro, ossia con componenti tra i 18 e i 59 anni che hanno lavorato meno di un quinto del tempo (se si fa riferimento a una singola persona si tratta di meno di tre mesi l'anno). Distribuzioni del reddito più diseguali rispetto all'Italia si rilevano in altri Paesi dell'area mediterranea quali Portogallo (0,339), Grecia (0,343) e Spagna (0,345). Ecco che la forbice tra i più benestanti e i più poveri si è allargata. Si stima infatti che il 46,9% degli abitanti sia a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 25,1% del Centro, 21,0% del Nord-ovest e il 17,1% del Nord-est. Quelli messo peggio poi sono sempre gli stranieri: "Tra coloro che vivono in famiglie con almeno un cittadino non italiano il rischio di povertà o esclusione sociale è quasi il doppio (51,0%) rispetto a chi vive in famiglie di soli italiani (27,5%)". I dati di oggi ci dicono che non basta varare il Rei, cercando di tamponare l'emergenza.

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