L'arte di fare la pizza napoletana è patrimonio dell'Unesco

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Lo ha annunciato nella notte su Twitter il ministro italiano delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, definendo l'evento come una vittoria dell'identità enogastronomica italiana. Questo è il segno della grande potenza di Napoli attraverso la sua arte, le tradizioni e la fantasia. Il 12° Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell'UNESCO, riunito in sessione sull'isola di Jeju in Corea del Sud, ha valutato positivamente la candidatura italiana. "Dedico questa vittoria agli amici pizzaiuoli, alla loro arte e alla loro creatività, al loro cuore e alla loro passione, alla città di Napoli, ai napoletani, all'Italia". Si tratta del 58esimo riconoscimento all'Italia.

L'arte del pizzaiolo napoletano è stato inserito nei beni immateriali dell'UNESCO. Questo il nuovo, prestigioso, atteso e coccolato per 8 anni, riconoscimento dell'Unesco che ha inserito la pizza tra i patrimoni culturali dell'Umanità.

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Alla fine del 2013, infatti, dopo la decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore, ha scelto di abbandonare Forza Italia per fondare il Nuovo Centro Destra (e successivamente Alternativa Popolare ), continuando a sostenere l'esecutivo di centrosinistra, prima a guida Letta, poi Renzi.

La candidatura della pizza è l'unica italiana delle 34 che saranno esaminate dal Comitato dopo una lunga istruttoria per l'iscrizione nel patrimonio dei beni immateriali. Secondo passaggio: è passata al vaglio di un Evaluation Board formato da 12 tecnici di tutto il mondo (l'unico europeo tra questi è una portoghese) che ha dato una seconda valutazione positiva. "Tutto si basa su un gioco di equilibri perché questa - spiega Petrillo - è una decisione politica, che richiede grandi doti di diplomazia". Ci sono due milioni di firme, le associazioni dei pizzaioli e il Comune di Napoli in campo, insieme a Coldiretti in campo: "la nostra diplomazia e il nostro governo sono uno schieramento potente in grado di conseguire un risultato che mette insieme la capacità nell'uso delle mani e dell'intelligenza e la capacità di innovare sempre un prodotto che è nato a secoli fa ma ogni giorno diventa diverso e sempre migliore". Ora il mondo lo sa e i pizzaioli, finalmente, si prendono il merito. L'appuntamento è a Napoli, l'11 dicembre in piazza Del Gesù, per festeggiare come si deve: mangiando la pizza migliore del mondo.

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