L'esecutivo Ue "punisce" la Polonia "Diritti a rischio"

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LA REPLICA DI VARSAVIA: "ANDREMO AVANTI" - Varsavia continuerà ad andare avanti sulla riforma della giustizia. La Polonia, ha aggiunto, rispetta lo stato di diritto e le soluzioni che si propone di implementare esistono in altri diversi paesi. Di conseguenza a proposto al consiglio di adottare una decisione sulla base dell'articolo 7 del trattato Ue. L'Ungheria ha però già indicato di voler sostenere la Polonia.

La Commissione europea ha deciso di deferire la Polonia alla Corte Ue per violazione grave dello stato di diritto e ha fatto scattare - per la prima volta nella storia dell'Unione - la cosiddetta "opzione nucleare": l'articolo 7 del Trattato sulla Ue, procedura che può portare alla sospensione del diritto di voto del Paese sanzionato.

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La Commissione ha emesso oggi anche una raccomandazione complementare sullo stato di diritto, delineando in modo chiaro i passaggi che le autorità polacche possono intraprendere per porre rimedio all'attuale situazione.

A dare la notizia dell'avvio dell'iter è il vicepresidente dell'esecutivo, Frans Timmermans, spiegando che la Commissione contesta al governo nazionalista polacco una riforma del sistema giudiziario che mette in pericolo lo Stato di diritto. La portavoce del PiS (Prawo i Sprawiedlywosc, cioè Legge e giustizia), Beata Mazurek, ha dichiarato: "Deploriamo la decisione di Bruxelles, è una decisione politica adottata per punire la Polonia a causa del suo rifiuto di accogliere profughi o migranti musulmani", ha detto, aggiungendo: "Ma siamo sicuri che l´Ungheria ci salverà". Ora starà al Consiglio decidere se andare avanti con l'iter.

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