Marco Cappato a processo per il caso di Dj Fabo: oggi l'udienza

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"Non devi sentirti sconfitta, per me questa è una vittoria", sono le parole che Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo, disse alla fidanzata Valeria poco tempo prima di andare a morire in una clinica svizzera col suicidio assistito.

I pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini, durante l'udienza dell'8 novembre, avevano chiesto e ottenuto di poter proiettare in aula il video dell'intervista realizzata da Giulio Golia per "Le Iene" al 40enne per dimostrare le condizioni fisiche in cui si trovava e la lunga agonia a cui sarebbe andato incontro nell'attendere la fine senza supporto medico-farmacologico che ha avuto nella clinica svizzera "Dignitas", nei pressi di Zurigo, dove è morto il 27 febbraio scorso. Poi ha raccontato che Cappato prospettò a Fabiano la possibilità "italiana", ossia di interrompere le terapie e morire in questo modo, ma lui capì che si sarebbe "prolungata l'agonia, e poi in casa con sua madre, e lui voleva tutto tranne che soffrire ancora". Filomena Gallo - hanno garantito ai cittadini che nessuno metterà la mano su di loro, sulla loro vita.

"Vai Fabiano, la mamma vuole che tu vada".

Pandora e la pubblicità accusata di sessismo
Da un lato, come cerca di spiegare Pandora , si voleva proprio paragonare regali banali, che alle donne non piacciono, legati a uno stereotipo antiquato della donna casalinga al prodotto che si vuole pubblicizzare.

Marco Cappato, dopo aver accolto la richiesta di accompagnamento in Svizzera da parte di Dj Fabo per il ricorso al suicidio assistito, si è poi autodenunciato rischiando fino a 12 anni di carcere, ma dando così il via alla battaglia nei confronti di un divieto del 1930, appartenente al codice penale risalente al periodo fascista e che non considera i principi costituzionali sul rispetto della persona umana come inteso nell'attuale Costituzione. Mi disse anche: "'Ora sarò energia dell'universo'", ha raccontato Valeria Imbrogno, compagna di dj Fabo. I giudici della Corte d'Assise di Milano sono chiamati a decidere se Marco Cappato ha perpetrato il reato di aiuto al suicidio per la morte di Fabiano, cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale. Lui mi ha chiesto di prendere informazioni e mi ha detto che doveva morire. La donna ha spiegato che Antoniani le disse subito in ospedale "io voglio che tu accetti questa cosa mamma, io voglio morire".

'Speriamo che sia la volta buona per avere una legge sul biotestamento. La donna ha raccontato che con la battaglia "pubblica" Fabo si sentì di nuovo "vivo e utile" e fece anche lo "sciopero della fame" per non essere fermato. "E lui ha schiacciato il bottone". "Non voleva morire soffocato interrompendo le cure", ha aggiunto. E a lei diceva: "Per me la vita è qualità, non quantità e io sto sopravvivendo di quantità". La donna ha anche definito "meravigliosi i colloqui" tra il figlio e Cappato, "tra loro si era creato un rapporto di amicizia, parlavano di tante cose, gli parlava della sua musica, ed era diventato una persona molto importante per lui".

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