Non solo Brignoli, quando il portiere diventa bomber

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Al gol di Brignoli ho sentito il telecronista gridare gol del portiere. Il finale di Benevento-Milan (2-2, al 94') lo vedranno davvero in tutto il pianeta. I primi campionato da titolari sono con il Montichiari in Serie D (promozione) e C2, poi il Lumezzane in C1 e tre anni importanti con la Ternana in Serie B, stagioni che gli valgono la chance con la Juventus (250mila euro più il cartellino di Masi valutato un milione e mezzo). Alberto Brignoli non ha fatto altro che inserirsi in un percorso che, in Italia, era stato aperto venticinque anni fa da Michelangelo Rampulla, capace di segnare anch'egli di testa per la Cremonese in casa dell'Atalanta. Si trasferì alla Reggina a gennaio, e il 1 aprile 2001 segnò il suo primo e ultimo gol in carriera. Ma chi è veramente l'Albertone di Benevento, il supereroe che ha fatto esplodere un intero stadio? Un gol del portiere è una delle cose più rare che si possano vedere in una partita di calcio, a maggior ragione quando il portiere non è solito tirare i calci da fermo e i rigori (nel passato ce ne sono stati diversi). Adesso Brignoli, in prestito al Benevento dalla Juventus, sogna di indossare la maglia bianconera.

Il resto è stato semplicemente delirio: il suo, quello della panchina e dei compagni di squadra, quello di uno stadio intero e di una città che stava attirando le simpatie di tutti ma per il motivo sbagliato, quello per cui chi perde sempre riceve sorrisi e pacche sulle spalle.

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