Pandora e la pubblicità accusata di sessismo

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Ma andiamo per ordine. A creare scompiglio la scritta "Un ferro da stiro, un pigiama, un grembiule, un bracciale Pandora". Insomma, i creativi assoldati da Pandora hanno ottenuto il risultato voluto, anche se chi sa se era quello sperato. "Secondo te cosa la farebbe felice?", queste poche parole e proposte per un regalo di Natale hanno fatto infuriare il web. "Cara Pandora, per Natale vorremmo soprattutto rispetto", scrive su Facebook Lefanfarlo, pagina Facebook di un'organizzazione no-profit dedicata a "burlesque, vita e donne" che per prima ha postato la foto scattata ieri pomeriggio dall'utente "Laki Hancock" alla fermata metro Duomo, uscita via Torino. Non è tanto il consulente che la propone, ma quanto il responsabile aziendale che approva una pubblicità così assurda e impensabile #Pandora pic.twitter.com/dtksPlhLiQ - Gianluca Di Tommaso (@gditom) 2 dicembre 2017 L'associazione Pari o Dispare, invece, A #pandora preferisce "un buon #pandoro".

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So benissimo come si può sentire una donna di fronte ad un uomo perfido che espone questo materiale e lo rende pubblico. Mi sono rivolta alla Polizia Postale e non è stato tolto ancora da internet, stiamo parlando ormai di sei anni fa.

Da un lato, come cerca di spiegare Pandora, si voleva proprio paragonare regali banali, che alle donne non piacciono, legati a uno stereotipo antiquato della donna casalinga al prodotto che si vuole pubblicizzare. Alcuni hanno scritto: "Da rivedere il secolo di appartenenza della mente ideatrice della vostra amabile campagna natalizia", "Spero che la foto sia un fake". "Il messaggio è stato frainteso", prova a spiegarsi Pandora. Quante di noi a Natale hanno ricevuto qualcosa di non gradito? In realtà abbiamo visto che estrapolati dal loro contesto alcuni passaggi di questa comunicazione hanno generato interpretazioni opposte al nostro intento, quindi ci scusiamo con tutte coloro che si sono sentite toccate nella loro sensibilità. Ma c'è anche qualcuno che l'ha bevuta e che ha già puntato il dito contro i prezzi alti dei gioielli della maison francese (il più piccolo parte dai 4.000 euro), che ooviamente non c'entra nulla. "Tutte insieme diciamo no a pigiami, ciabatte e frullatori ma sì ai gioielli che amiamo", si legge nella replica di Pandora.

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