Sparò ed uccise il ladro, prosciolto: Sicignano agì per legittima difesa

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Lo ha stabilito, accogliendo le conclusioni a cui era arrivata la Procura di Milano dopo una lunga e complessa indagine, il gip Teresa De Pascale che oggi ha disposto l'archiviazione dell'inchiesta facendo, dunque, cadere definitivamente l'accusa di omicidio volontario che era stata contestata a carico del 67enne quando era stato aperto il fascicolo. I fatti risalgono al 20 ottobre del 2015: Sicignano sorprese in casa un ladro albanese, il ventiduenne Gjergi Gjonj, che abitava a Trezzo sull'Adda. Il gip ordina "il dissequestro e la restituzione a Sicignano della pistola Revolver cal. 38 SP, dei proiettili e della relativa denuncia con trasmissione degli atti alla competente autorita' amministrativa per la previa verifica della sussistenza e/o permanenza dei requisiti per la regolare detenzione delle armi e delle munizioni indicate".

Nell'ottobre 2015 un giovane 28enne straniero era stato ucciso a colpi di pistola da Francesco Sicignano mentre insieme a dei complici era entrato per compiere un furto nella sua villa a Vaprio D'Adda.

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La vittima aveva 22 anni, era di nazionalità albanese.

Nonostante i familiari del giovane albanese abbiano fatto opposizione all'archiviazione, chiedendo al Pubblico Ministero di effettuare altre indagini, il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto la richiesta di archiviazione proposta dalla Procura. A Sicignano è stata riconosciuta la legittima difesa. Tra gli approfondimenti necessari, secondo il legale del padre e della madre di Gjonj, c'era anche la cosiddetta 'blood pattern analysis', cioe' l'analisi delle tracce ematiche. Il medico legale nominato dai pm, però, accertò che la dinamica della morte poteva essere compatibile con la versione di Sicignano, che aveva sempre detto di aver sparato in casa per difendersi. "Se avessi saputo che l'uomo era disarmato non gli avrei sparato addosso ma in aria" aveva aggiunto poi nel corso dell'inchiesta.

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