Uber, Corte giustizia Ue: "È un servizio di trasporto, Stati devono regolamentarlo"

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A sottoporre la questione al giudice comunitario, che l'ha trattato lo scorso aprile, il Consiglio di Stato, a giugno del 2016, ponendo due questioni: "Se il diritto dell'Unione preveda l'obbligo incondizionato del giudice di ultima istanza (come il Consiglio di Stato) di rivolgersi alla Corte di giustizia quando, come nel caso di specie, la Corte Costituzionale abbia già valutato la legittimità costituzionale della norma nazionale" e se "i principi del Trattato Ue e i diritti fondamentali nonché il generale principio del legittimo affidamento, ostino alla adozione ed applicazione di una normativa nazionale che sancisce, anche a carico di soggetti già concessionari nel settore della gestione telematica del gioco lecito, nuovi requisiti ed obblighi, modificando (unilateralmente) la convenzione già in essere".

In un comunicato emesso dal Lussemburgo si legge: "La corte dichiara che un servizio d'intermediazione, come quello di cui al procedimento principale (Uber, n.d.r.), avente ad oggetto la messa in contatto, mediante un'applicazione per smartphone e dietro retribuzione, di conducenti non professionisti utilizzatori del proprio veicolo con persone che desiderano effettuare uno spostamento nell'area urbana, deve essere considerato indissolubilmente legato a un servizio di trasporto e rientrante, pertanto, nella qualificazione di 'servizio nel settore dei trasporti', ai sensi del diritto dell'unione". Non un servizio digitale. A distanza di tre anni la Corte ha quindi stabilito che Uber è un servizio di trasporto e come tale va regolamentato. Lo stabilisce la Corte di Giustizia dell'Ue. E quindi, adesso gli Stati membri dell'Unione europea potranno disciplinare il servizio alla stregua di qualsiasi servizio di trasporto privato. E oltretutto Uber esercita "un'influenza determinante sulle condizioni della prestazione dei conducenti".

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E l'amministrazione americana sarebbe in possesso di "prove" che lo dimostrerebbero. Ci sarebbe infatti il regime di Pyongyang dietro all'attacco hacker Wannacry .

La Corte dichiara che "di conseguenza la direttiva sul commercio elettronico non si applica a un siffatto servizio, il quale è altresì escluso dall'ambito di applicazione della direttiva relativa ai servizi nel mercato interno".

La decisione - fa sapere tuttavia la società di noleggio auto con conducente - non cambierà il modo in cui Uber opera nella maggior parte dei paesi dell'Ue. "Come ha affermato il nostro nuovo ceo, è opportuno regolamentare servizi come Uber e così continueremo il dialogo con le città di tutta Europa", ha aggiunto la società.

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