Alimentare: crescita record Dop e Igp

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Dal rapporto emerge che si rafforza il primato mondiale dell'Italia per numero di prodotti DOP IGP con ben 818 Indicazioni Geografiche registrate a livello europeo nel 2017. Sono i dati contenuti nel XV Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni italiane Dop, Igp e Stg.

L'Italia agroalimentare è sempre di più al primo posto nel mondo. Verona traina con Treviso e Siena il vitivinicolo.

"I risultati della categoria dipendono soprattutto dai trend della Mela Alto Adige IGP (-15% volume e -33% valore rispetto al 2015) e della Mela Val di Non DOP (-14% volume e -33% valore), che rappresentano da sole l'80% della produzione certificata e il 67% del valore alla produzione".

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Il terzo piano al momento è inaccessibile, con alcuni dipendenti dell'organizzazione in ostaggio . Il primo bilancio è di undici feriti e tre militanti uccisi ma purtroppo è ancora provvisorio.

Nel settore Food, Parma si conferma la provincia che maggiormente contribuisce al valore della produzione con 1,45 miliardi di euro (+28%), seguita anche per il 2016 da Modena (583 mln di euro, -6%). Dati che testimoniano una crescita del +6% su base annua e un aumento dei consumi nella GDO del +5,6% per le vendite Food a peso fisso e del +1,8% per il Vino. Anche il trend degli ultimi 10 anni mostra una crescita continua del sistema DOP IGP che ha così affermato il proprio peso economico nel Paese fino a rappresentare l'11% dell'industria alimentare e il 22% dell'export agroalimentare nazionale (nel 2015 era il 21%).

Il settore Food mette in evidenza in particolare le carni fresche, con Perugia prima nella classifica delle 20 province del 2016 con il maggior impatto economico Dop - Igp, per un valore di 7,8 milioni di euro; Terni è tredicesima con 2,2 milioni di euro.

Come conferma il rapporto, il sistema delle Dop e Igp in Italia garantisce qualità e sicurezza anche attraverso una rete di 264 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf e oltre 10mila interventi annui effettuati dagli Organismi di controllo pubblici. Per il primo comparto, le denominazioni principali sono Prosciutto di Norcia IGP (con 26 milioni di euro di valore alla produzione), Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale IGP (10 milioni di euro) e Olio extravergine Umbria DOP (5 milioni di euro). "In uno scenario internazionale in continua evoluzione, è necessario rafforzare le politiche di valorizzazione delle nostre eccellenze alimentari, per potenziare le loro capacità di penetrazione sui mercati esteri, e di difesa dei prodotti italiani contro la concorrenza sleale delle imitazioni e delle contraffazioni".

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