Antitrust, multa da 50.000 euro a Whatsapp per mancata informazione

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La scarsa trasparenza di WhatsApp nei confronti degli utenti le è costata 50 mila euro. Nel primo ha comminato una sanzione da tre milioni di euro per aver indotto gli utenti a credere che se non avessero accettato la condivisione dei dati con Facebook, non avrebbero potuto usare l'App.

Infatti, l'accusa dell'Antitrust è quella di aver imposto dei termini contrattuali con gli utenti, senza spiegare che essi sarebbero stati vessatori.

Allora WhatsApp aveva giudicato la richiesta di pubblicare il provvedimento sul proprio sito "ridondante", "non strettamente necessaria" e, in merito al link da inviare tramite l'applicazione, "evidentemente sproporzionata".

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Per questi motivi è stata irrogata una sanzione di 50mila euro, pari al massimo attualmente stabilito dalla normativa vigente per questo tipo di violazioni. "Il fatto che questa sia la sanzione massima che lAntitrust può erogare in questi casi, dimostra la bontà di quello che andiamo dicendo da anni, ossia che urge un intervento del legislatore per innalzare limporto delle multe comminabili dalle Authority, in particolare Antitrust e Autorità delle Comunicazioni".

Whatsapp, società che fornisce una applicazione di messaggistica gratuita, è stata acquistata da Facebook nel 2014. Nello specifico: la facoltà di modifiche unilaterali del contratto da parte di WhatsApp, il diritto di recesso stabilito unicamente a vantaggio del professionista, la scelta del Foro competente (ad oggi solo i tribunali americani) e la possibilità di interrompere il servizio senza motivo e preavviso.

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