Arbitro Consob: "risarcimenti possibili da "good bank"

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"In pratica, un investitore retail che ritiene di avere subito un danno a causa di un comportamento scorretto di una banca o altro intermedia rio nella gestione dei propri investimenti, da un anno a questa parte dispone di un nuovo strumento di tutela", spiega il presidente dell'ACF Gianpaolo Eduardo Barbuzzi. Ecco in dettaglio i risultati dell'attività: le decisioni assunte al 31 dicembre scorso sono state 305, di cui 187 di accoglimento e 118 di rigetto dei ricorsi.

In 12 mesi 1.879 ricorsi per richieste di risarcimento che sfiorano i 100 milioni di euro, con una media di 55.000 euro circa a ricorso.

Sono stati ben 358 i ricorsi che, invece, sono stati dichiarati irricevibili o inammissibili, e di questi ben 191 hanno riguardato le due banche venete per le quali la Consob non ha potuto ricevere e valutare i ricorsi che sono stati presenti dai relativi azionisti per effetto della revoca, nel mese di luglio del 2017, dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività bancaria.

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Per altri 103 ricorsi è stata dichiarata l'estinzione del procedimento su richiesta del ricorrente, prima della conclusione dell'istruttoria, quasi sempre a seguito di un soddisfacente accordo raggiunto nel frattempo con il proprio intermediario. Secondo la sentenza può venire chiamato a risponderne alle domande di risarcimento anche chi ha rilevato le quattro "good bank", ovvero Ubi (per Banca Marche, Etruria e CariChieti) e Bper (per CariFerrara). In quasi tutti i casi finora decisi (oltre 100, per risarcimenti complessivi riconosciuti pari a 3,5 milioni di euro) sono state accolte le richieste risarcitorie. La legge di stabilità 2018 - prosegue il presidente - prevede misure di ristoro per i risparmiatori vittime di misselling e una speciale procedura arbitrale per la loro erogazione. E che non sarà facile far valere in sede legale.

L'orientamento emerge da una serie di decisioni dell'arbitro pubblicate oggi e che riguardano i ricorsi presentati da ex clienti di Banca Marche. In un solo caso l'intermediario soccombente ha scelto di non adeguarsi.

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