Avvocata con velo, giudice: via da aula

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Lo ha deciso il presidente della seconda sezione del Tar dell'Emilia Romagna, Giancarlo Mozzarelli, ai danni di Asmae Belfakir, ragazza musulmana di 25 anni, praticante avvocato nell'ufficio legale dell'Università di Modena e Reggio Emilia. E' successo nelle ultime ore presso il Tar dell'Emilia-Romagna.

L'udienza riguardava un ricorso legato a una vicenda di appalti.

La sentenza 14 marzo 2017 emanata dalla Corte di giustizia europea stabilisce che "il divieto di indossare un velo islamico, derivante da una norma interna di un'impresa privata che vieta di indossare in modo visibile qualsiasi segno politico, filosofico o religioso sul luogo di lavoro, non costituisce una discriminazione diretta fondata sulla religione o sulle convinzioni personali ai sensi di tale direttiva".

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Sul cartello si legge: "Chi interviene o assiste all'udienza non può portare armi o bastoni e deve stare a capo scoperto e in silenzio". La giovane Asmae Belfakir, dunque, ha preferito lasciare l'aula. "Non mi era mai successo prima - ha raccontato all'Agi - ho assistito a decine di udienze, anche qui al Tar e nessuno mi aveva mai chiesto di togliere il velo. Neanche al Consiglio di Stato". "Non si può assolutamente parlare di problema di sicurezza perché il velo tiene il volto scoperto e quindi sono perfettamente identificabile".

La 25enne è nata in Marocco ma si è laureata in Giurisprudenza a Modena. Il giudice, riferisce l'Agi, avrebbe specificato "che si tratta del rispetto della nostra cultura e delle nostre tradizioni".

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