'Basta col Jobs Act, anzi no!': i passi indietro di Silvio Berlusconi

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Certamente l'ex premier ha un'idea molto vaga di che cosa contenga il pacchetto di norme conosciuto con quella definizione. Quei contratti "precari" avrebbero dato un impiego, e un reddito, a chi non aveva né l'uno né l'altro. Il duello tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi si consuma in diretta radiofonica. Sul Canone Rai ha ribadito l'intenzione del Pd per arrivare ad una eliminazione della tassa sulla tv. "L'Istat dice che c'è un milione di persone in più che lavora". Berlusconi, dopo il sì ad Attilio Fontana, conferma il sostegno a Maurizio Gasparri per la corsa alla presidenza del Lazio, ma avverte: "Occorre essere sicuri del risultato vincente" e che nel centrodestra "non ci siano delle presenze che possano sottrarre voti e determinare una sconfitta", chiaro il riferimento alla candidatura del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. Rivendico il tentativo istituzionale di fare riforme insieme. Già i toni della campagna elettorale sono inaccettabili perché si è aperta una rincorsa a chi le spara più grosse, senza alcun riguardo per niente e per nessuno. "L'accordo si basava sull'impegno di una trasformazione istituzionale".

Ci sono poi i numeri: da marzo 2014, presentazione del decreto Poletti che ha liberalizzato i contratti a termine per tutti e 36 i mesi di durata massima, a novembre 2017, ultimo dato ufficiale dell'Istat, l'occupazione è cresciuta di 939mila unità, di cui 481mila sono rapporti permanenti (qui a pesare, oltre alle regole, è stata la forte decontribuzione, 8.060 euro l'anno per tre anni, nel 2015, scesa poi al 40% nel 2016, ed esauritasi lo scorso anno).

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Il segretario dem ha rivendicato i successi del jobs act, rispondendo alle accuse di aver favorito il precariato. Ma, in realtà, le letture più accreditate sono state le più maliziose. Renzi prova a giocare la partita elettorale sul campo della "responsabilità", marcando la differenza con "i numeri sparati" da Berlusconi, Salvini e i 5 stelle.

Renzi ha inoltre escluso una correzione del jobs act per limitare il precariato: "Il problema non sono le tipologie contrattuali" attaccando invece la proposta di Berlusconi sullaflat tax che "favorirebbe i milionari come lui". Modificando la maggiore flessibilità in uscita prevista dal contratto a tutele crescenti previsto soltanto per le nuove assunzioni e non per chi ha un vecchio contratto nelle aziende con più di 15 addetti (che ha conservato l'impianto dell'articolo 18).

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