Dichiarato morto, detenuto si risveglia prima dell'autopsia

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Le autorità avevano dato la triste notizia alla famiglia dell'uomo dopo averlo rinvenuto "senza vita" nella sua cella intorno alle 8 del mattino. Jimenez aveva mancato il primo appello dei reclusi, gli agenti penitenziari del carcere di Villabona: quando sono andati a cercarlo nella sua cella, al modulo 8, il 29enne era seduto sulla sedia, cianotico e in stato di incoscienza. Tuttavia, ieri mattina, i battiti del polso erano inesistenti.

Rifiuti da Roma, stop dell'Abruzzo: "Soltanto richieste preliminari"
ROMA Dopo l'Emilia Romagna, il soccorso per smaltire i rifiuti di Roma arriva dall'Abruzzo , ma con riserva. Impianti saturi e cassonetti stracolmi, Roma è ad un passo dal collasso.

Il corpo del pastore che da alcuni giorni si era smarrito nelle montagne di Portella della Ginestra in territorio di Piana degli Albanesi era stato trovato dopo un paio di giorni di ricerche con l'ausilio dell'elicottero dei carabinieri. Non è chiaro se si tratti di un episodio di catalessi, non riconosciuto da ben tre medici (due in carcere e uno della commissione giudiziaria). L'autopsia eseguita dal medico legale Antonio De Donno, incaricato dal pm Bruna Manganelli che ha aperto un fascicolo per omicidio preterintenzionale, ha accertato la morte per dissanguamento dovuta alla lesione dell'arteria femorale, escludendo la presenza di altri traumi e lividi da colluttazione. "La prima cosa che ha fatto è stato chiedere della moglie, se poteva vederla", raccontano i sanitari. I media locali hanno riferito che potrebbe soffrire di catalessia, una condizione che rallenta i segni vitali e rende complicato capire se il paziente è vivo e morto.

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