Ecco come si alimentano i tumori: scoperta rivoluzionaria

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Lo studio è stato condotto da una coppia di scienziati della Colombia University: Antonio Iavarone e Anna Lasorella. Il traguardo odierno, oltretutto, è stato preceduto da un primo step: in uno studio pubblicato sulla rivista Science nel 2012, lo stesso gruppo di ricercatori aveva scoperto la fusione di FGFR3 e TACC3 come causa del 3% dei casi di glioblastoma.

Gli autori della ricerca hanno utilizzato medicinali già disponibili sul mercato che interagiscono con la funzione dei mitocondri per fermare l'aumento dei tumori degli animali e degli esseri umani in laboratorio. I farmaci che bloccano il meccanismo molecolare che dà energia ai motori del tumore esistono già, anche se sono usati per altri obiettivi.

A distanza di cinque anni è arrivata la conferma: "ora sappiamo che questa fusione genica è frequente in tutte le forme di tumore", ha detto Iavarone.

La chirurgia, seguita da radioterapia e chemio - spiegano gli esperti - non è ancora in grado di curare questo tipo di cancro che porta a morte la maggior parte dei pazienti in meno di due anni.

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La quantità di periossiomi cresce di 4-5 volte, esattamente come cresce l'attività metabolica provocando l'ammassamento nella cellula di elementi ossidanti che favoriscono la formazione di Pgc1-alfa, sostanza indispensabile per il metabolismo del mitocondrio, il quale diviene libero di incitare in modo disconesso l'attività dei mitocondri e la creazione di energia. Le cellule cancerose hanno così un vantaggio competitivo rispetto a quelle sane. Applicando un'ampia serie di analisi, gli scienziati hanno scoperto che Fgfr3-Tacc3 attiva una proteina chiamata Pin4. E ritengono che l'aggiunta di farmaci che interferiscono con la produzione di energia da parte dei mitocondri porterà "benefici importanti" per il trattamento personalizzato dei tumori sostenuti dalla fusione genica Fgfr3-Tacc3.

Dopo la scoperta iniziale del team Iavarone-Lasorella, altri studi hanno riportato che la stessa fusione genica è presente con percentuali simili a quella del glioblastoma anche in altri tumori umani come il carcinoma del polmone, dell'esofago, della vescica, della mammella, della cervice uterina, ed il carcinoma della testa e del collo: tumori che colpiscono globalmente varie migliaia di persone ogni anno. Il bersaglio sono i 'generatori di energia' delle cellule, i mitocondri.

"Il nostro studio fornisce la prima evidenza che geni-chiave dello sviluppo tumorale causano direttamente un'iperattività mitocondriale", sottolinea Lasorella, co-leader dello studio. A queste due strade se ne aggiunge una terza: "il prossimo passo - ha rilevato Iavarone - è utilizzare insieme gli inibitori del metabolismo mitocondriale e gli inibitori della proteina di fusione". Si individua anche per la prima volta "il coinvolgimento dei perossisomi nell'evoluzione tumorale" e il lavoro "ci suggerisce come poter incidere sulle fonti energetiche cellulari per colpire il tumore". Noi ipotizziamo che si possa prevenire resistenza e recidiva tumorale attraverso una simultanea inibizione del metabolismo mitocondriale e di FGFR3-TACC3.

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