Elezioni regionali, Maroni all'attacco di Salvini: "Si comporta da stalinista"

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Sul Corriere della Sera, Salvini non aveva lasciato trapelare insofferenza: "Maroni mi ha detto di avere fatto in Lombardia tutto quello che voleva e poteva". "Matteo Salvini si è comportato come un leader stalinista nei miei riguardi dopo la scelta di non ricandidarmi alla presidenza della Regione Lombardia". Di fatto, invece, mi sembra stia avvenendo questo. I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. "Questo significa occuparsi solo di marketing e poco di futuro". Dopo la rinuncia a correre per un secondo mandato alla Regione Lombardia, alle pagine del Foglio, Roberto Maroni lancia l'affondo contro il segretario della Lega Matteo Salvini. Fontana ieri pomeriggio è stato incoronato candidato della Lega, ma resterebbe la resistenza di parte di Forza Italia che punta alla candidatura come governatore dell'ex ministra Maria Stella Gelmini. "Consiglierei al mio segretario - continua - non solo di ricordare che fine ha fatto Stalin e che fine ha fatto Lenin ma anche di rileggersi un vecchio testo di Lenin". In tanti - ha concluso - si affannano a dire che io non sarò ministro, ma chi è che vuole fare il ministro? "Che potevo fare? Le scelte di carattere personale vanno rispettate e non discusse". Ricordate? L'estremismo - dice - è la malattia infantile del comunismo.

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Le persone identificate sono 1975, di cui 1012 cittadini stranieri, quelle denunciate a piede libero 26. Nel corso del 2017 la specialità ha rintracciato 148 persone scomparse, di cui 139 minori.

Maroni è prodigo di consigli con il suo compagno di partito. "Non è certo la prima volta che succede (anzi purtroppo il boicottaggio è sistematico) - prosegue ancora Fava - però resta l'amarezza di dover constatare che ormai in quel che resta della Lega non esiste nessun rispetto per chi rappresenta la minoranza interna sancita dal regolamento".

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