Finito lo shutdown del governo statunitense

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Sulle basi di questo fragile accordo il governo ha quindi riaperto circa 60 ore dopo la chiusura dell'amministrazione federale scattata alla mezzanotte di sabato e coincisa con il via al secondo anno di presidenza Trump.

Il Senato degli Stati Uniti ha votato per mettere fine allo "shutdown", cioè all'interruzione dei finanziamenti per tutti i servizi statali, raggiunta venerdì scorso a causa del mancato accordo tra Democratici e Repubblicani su una legge per stabilire le destinazioni del budget federale. Le aspettative sono che a mezzogiorno (le sei del pomeriggio in Italia) il Senato voti su un provvedimento di spesa temporaneo, possibilmente che consenta la 'riapertura' del governo fino al prossimo 8 febbraio con il contestuale impegno da parte del leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, di indire una votazione sul nodo dell'immigrazione prima di quella data. La Casa Bianca si dice contenta per il fatto che i democratici "siano rinsaviti". "Se lo stallo continua", ha scritto il presidente Usa su Twitter, i repubblicani dovrebbero usare l'"opzione nucleare" per cambiare le regole del Senato e far approvare a maggioranza semplice una legge di spesa a lungo termine.

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"Sconsiderata" la decisione del presidente degli Usa Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele e di trasferirvi l'ambasciata statunitense: una decisione "destinata ad alimentare la tensione nella regione" e che "mostra ancora una volta il disprezzo del presidente Trump per il diritto internazionale". Il leader democratico al Senato Chuck Schumer ha tuttavia preferito sottolineare che le parti sono "arrivate a un patto". Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Con centinaia di migliaia di dipendenti federali che si presentavano al lavoro solo per essere rimandati a casa senza stipendio.

"Da Sidney a Madrid, coloro che difendono i diritti umani hanno fatto sapere che la politica dell'odio e della paura non ha posto nel mondo che vogliamo costruire per noi stessi e per i nostri figli".

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