Gattuso fa 40,'soffro allenando,vorrei restare al Milan'

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"Ma allenare il Milan a 40 anni mi riempie di orgoglio". "Sono l'ultimo problema. È normale che mi piacerebbe continuare, mi sento a casa mia, con ancora più responsabilità nei confronti del club rispetto a quando giocavo". Per ora il bilancio è di 3 sconfitte, 2 pareggi e 3 vittorie, inclusi il derby diCcoppa Italia e l'ultima in campionato che ha riavvicinato la squadra alla zona Europa League: "Dobbiamo proseguire lavorando, non pensare che Milanello sia una beauty farm dove si viene a passare il tempo". Ancelotti? "Non solo un allenatore, ma anche un amico e un papà". Con tanti giocatori giovani, certe cose che dicevi venivano assorbite in modo polemico: "non volevo essere un peso". "Mi piace tanto veder giocare il Napoli di Maurizio Sarri, ma mi rivedo un po' in Antonio Conte, anche se ovviamente a me manca ancora tanto per raggiungere quei livelli".

Poi c'è spazio anche per i ricordi. Ad Allegri invidio il fatto che si fa scivolare tutto addosso: non si piange addosso. "Da giocatore mi divertivo di più".

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La carriera in panchina tra Svizzera, Creta, Palermo e Pisa, va avanti dal 2013. "Io mi faccio prendere, non sono un calcolatore, tante volte ho messo lei e i nostri due figli in grandissima difficoltà". Guardando al futuro, Gattuso non va troppo in là. Sono in una grandissima società. Un regalo per i 40 anni? Un anno fa di certo il tecnico rossonero non si sarebbe immaginato di essere oggi sulla panchina dei suoi sogni, eppure l'impatto con la realtà è stato molto più complicato di quanto ci si potesse aspettare: i rossoneri non vivono una fase felice della propria storia e, tradotto in altri termini, il Milan di oggi non è minimamente paragonabile a quello di cui Ringhio era il perno di centrocampo. Sono sicuramente loro, insieme alla moglie Monica, i successi più importanti di Gattuso: "Spero che mia moglie mi regali una torta, e una bottiglia di Champagne o di vino rosso".

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