Il "rosanero" trionfa agli Australian Open

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E oggi, a 37 anni da compiere, festeggia un traguardo che ha dell'incredibile: il tennista svizzero ha vinto il suo sesto Australian Open (dopo i trionfi nel 2004, 2006, 2007, 2010 e 2017) conquistando anche il 20° slam. Ma Cilic non ha saputo approfittarne più di tanto. Roger è praticamente perfetto nel suo turno di battuta, tenuto a zero per il 2-0 iniziale. Un Federer in versione marziano vola 4-0, con le statistiche che cominciano a essere impietose con Marin: 16 punti a 4 e 9 errori non forzati.

Una partita iniziata nel migliore dei modi da Federer, approfittando delle incertezze con il rovescio di Cilic, che senza neanche rendersene conto si trova sotto di due break.

Ecco, dal secondo set in poi, è iniziata la partita di Cilic. Cilic al tie-break riesce a portare il match in parità.

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E così, insomma, Roger Federer si è ritrovato a giocare una finale nel fresco indoor.

Già perché esattamente come spesso accaduto dentro la casa di Federer - o come era successo la scorsa estate nel suo giardino, leggasi Wimbledon - per un set il croato si è dimenticato di scendere in campo. Federer viceversa esprime tutta la leggerezza di uno sport che grazie a lui riempie ancora gli stadi (l'edizione 2018 degli Australian Open ha stabilito il nuovo record di spettatori con 744mila presenti). Il croato sembra avere più energia mostrando più del rivale, in chiara difficoltà nel servizio (appena 36% di prime palle nel set) e quasi allo scoccare delle due ore e mezza di gioco chiude 6-3 il set.

Il gioco finale sarebbe stato decisivo, soprattutto in caso di vittoria dello svizzero, che ha prodotto tre Ace e si è portato in vantaggio di un mini-break. Cilic si salva e resta così in partita. Dalle due palle break mancate si è passati così al 2-0 per lo svizzero complice soprattutto un game al servizio sciagurato del croato. Un altro nel quarto, quando non ha saputo costruire il set sul break strappato in avvio. E per buona parte dell'incontro Cilic ci è riuscito, prima di soccombere alla superiore classe dell'elvetico in un quinto set senza storia.

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