Italia-Francia, Gentiloni: "Con Trattato relazioni più forti"

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"E l'obiettivo è strutturarlo, come è per il Trattato di Versailles con Berlino, per poter dare nuove prospettive, nuove forme di cooperazione che ci consentano di andare oltre".

L'Italia entra in un periodo elettorale e "vorrei sottolineare quanto sono stato contento" di lavorare con Paolo Gentiloni, la sua azione in Italia e in Europa con la presidenza del G7 e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno consentito di avviare "una nuova dinamica a livello europeo, scelte e compromessi ci hanno consentito di avanzare in tempi non facili" dichiara Macron. Italia e Francia stringono per volere del presidente Macron e del premier Gentiloni il Trattato del Quirinale, nel segno di una nuova e rinnovata volontà di collaborare insieme con obiettivi chiari e precisi.

Gentiloni ha sottolineato che "non possiamo promettere ai cittadini europei che il problema dei grandi flussi migratori si possa cancellare con chissà quale ricetta miracolosa".

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Un tentativo però andato ancora una volta a vuoto: " Alla fine non hanno trovato un accordo ", spiega sempre Thiago Silva . Non ho mai messo sotto pressione nessuno, non è il mio stile.

"Con la Francia abbiamo rapporti importanti, storici e straordinari", ha evidenziato Gentiloni, che ha anche accompagnato Macron in una visita alla Domus Aurea.

L'annuncio è quello dell'istituzione di un trattato del Quirinale: "Giorno dopo giorno quello che facciamo è importante e non è inferiore ma complementare al rapporto franco-tedesco - dice Macron -". "Serve un'Europa più democratica, con liste europee che consentiranno di prendere atto della forza di un demos europeo". Il lavoro sarà concluso nel prossimo vertice bilaterale in Italia nel 2018. Paolo Gentiloni ha ribadito durante le sue recenti dichiarazioni, come fece da ministro degli esteri, che guardava con invidia il funzionamento del trattato franco-tedesco dell'Eliseo, firmato nel 1963, e che prevede scambi organici di funzionari, ma anche organizzazione di consigli di ministri bilaterali comuni. Ma questo potrebbe rappresentare un non-problema, in quanto la Germania si trova a disagio quando deve esercitare una leadership e nulla vieta che ulteriori meccanismi approfondiscano la cooperazione italo-tedesca.

Ha spiegato Macron che "la Francia sta procedendo nel mettere a punto delle riforme con i partner europei, perché al momento c'è un sistema con delle lacune". A questa domanda di Europa cercheremo, con il rafforzamento di relazioni storiche tra Francia e Italia che è difficile rafforzare più di così, di dare un contributo nei prossimi mesi. Capisco benissimo che di fronte a questo discorso in astratto ci possa essere una reazione di qualche Paese che possa sentirsi escluso. "Il messaggio che viene dal nostro incontro è che nessuno viene escluso, ma che i percorsi vadano avanti: il processo non può essere condizionato dal vagone più lento del nostro treno. Senza fughe in avanti, con apertura larghissima, Italia e Francia andranno avanti con la Germania e altri Paesi", ha affermato.

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