Mancini vuole l'Italia: "I soldi non sarebbero un problema, ho un sogno"

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Mancini spera di poter allenare la Nazionale un giorno, lo ha ribadito più e più volte e anche nell'intervista odiarlo lo ha riconfermato. La Federazione non ha ancora scelto il nome del successore di Ventura sulla panchina dell'Italia, ma il nome di Mancini rientra nella stretta cerchia dei big che si vuole provare a convincere dopo il flop contro la Svezia. Sulla Nazionale: "Ho un sogno: vincere da ct ciò che non ho vinto da calciatore".

Poi qualche battuta sul suo Zenit e su Kokorin, uno degli elementi di spicco del club russo: "Abbiamo rifondato la squadra, siamo partiti alla grande e andati subito in testa". Ovvero, il mondiale. Sarebbe un onore, un orgoglio. E vincere un Europeo e un Mondiale ancora di più.

Nel bilancio previsionale della Figc sono stati stanziati 5 milioni per il nuovo c.t. Bastano? Mi piacciono Belotti e Pellegrini, Romagnoli può crescere ancora tanto. "Poi c'è Luis Alberto che è molto bravo e penso che di gol come quello alla Spal ne farà altri". "Gli italiani hanno qualcosa in più". Ha solo 27 anni.

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Non è chiaro se si tratti di un episodio di catalessi, non riconosciuto da ben tre medici (due in carcere e uno della commissione giudiziaria).

L'attuale tecnico dello Zenit, secondo alle spalle del Lokomotiv Mosca in campionato, vorrebbe provare una nuova esperienza e, quella in nazionale, potrebbe essere una vetrina stuzzicante anche per un vincente come lui. Il primo era giovane, sarebbe stato meglio darlo subito in prestito. A me serviva altro. Forse una punta rapida alla Mertens, Salah: gente che segna, vicina a Icardi. Sylvinho, che collabora con loro e li vede da vicino, concorda con me. Per me arriverà terza.

L'Inter di Spalletti e l'Inter di Mancini presentano qualche analogia. "A quel punto servivano acquisti a gennaio per reggere il passo, invece si parlava solo di vendere".

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