Milano. Studio commerciale con pacchetto All Inclusive: 25 arresti

Share

Le operazioni hanno consentito di constatare la sottrazione di ricavi per quasi 6 milioni di euro e un'evasione all'IVA per quasi 1,5 milioni di euro nonché la segnalazione alla locale Procura della Repubblica dell'amministratore per aver omesso di presentare la dichiarazione dei redditi.

Al centro dell'inchiesta dei finanzieri una società attiva nel settore dell'installazione di impianti elettrici, che tra il 2012 ed il 2016 ha posto in essere, secondo l'accusa, gravi forme di frode ed evasione fiscale.

Emre Can, il nuovo Khedira. E Allegri non vede l'ora di averlo
C'è Denis Geiger che mi piace molto: gioca nell'Hoffenheim , ha 19 anni e sento parlare di lui da quando è nelle giovanili. Certo è che, se dovesse rimanere, diventerebbe il maestro di Emre Can , il quale ne gioverebbe assolutamente.

Sono 17 le persone arrestate dalla guardia di finanza, 8 in carcere e 9 ai domiciliari. Gli altri hanno l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. In tutto gli indagati sono 84. "Andavamo in quello studio perchè sapevamo che riusciva a non far pagare le tasse", hanno riferito alcuni imprenditori che avevano usufruito del pacchetto 'all inclusive' fornito dallo studio milanese Gesti. Per pochi euro l'anziano accettava di diventare prestanome di società inesistenti e ogni giorno andava a ritirare la posta negli uffici virtuali.

Alle 25 persone raggiunte dai provvedimenti del Gip (nessun cremonese, bensì residenti a Brescia, Bergamo, Lodi, Varese e Parma) sono contestati a vario titolo: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, occultamento e distruzione di documenti contabili, indebita compensazione, truffa aggravata, bancarotta fraudolenta, impiego di denaro, beni od utilità di provenienza illecita, sostituzione di persona, falsa dichiarazione ad un pubblico ufficiale sulla propria od altrui identità e, soprattutto, l'associazione a delinquere a carico dei responsabili dello studio e dei loro prestanome. In un caso l'indirizzo di una società coincideva con la sala comandi della Stazione ferroviaria di Rovato, nel Bresciano. "Un'organizzazione di professionisti che operavano contro la collettività", così il procuratore capo di Brescia, Tommaso Buonanno, lo ha definito.

Share