Nella "Putin-list" oggetto di possibili sanzioni, 210 nomi: c'è anche Abramovich

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Come già accennato in precedenza, è stata direttamente la Casa Bianca a diffondere quella che è stata definita come la "Putin-List", un elenco in cui sono presenti tutti gli oligarchi russi vicini a Putin e che potrebbero essere oggetto di eventuali sanzioni.

Putin ha detto che gli Stati Uniti sono "stupidi" a trattare la Russia come il regime di Kim Jong-un o l'Iran, se si aspettano che la sua nazione li aiuti a disinnescare la minaccia della guerra con la Corea del Nord, avvertendo che il Cremlino ora si sarebbe astenuto da passi reciproci, riporta il britannico Express. Peskov, inoltre, ha precisato che lo stesso Putin deve ancora valutare quanto contenuto nel Rapporto sul Cremlino che è stato stilato da parte dell'amministrazione americana. Lo stesso Peskov ha però chiesto moderazione nelle reazioni al provvedimento americano, attendendo invece le eventuali risposte di Putin in persona. In questa lista sono presenti più di duecento nomi (duecentodieci, per la precisione).

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Nella lista figurano ben 210 nomi, tra cui 114 politici e 96 oligarchi. Fra questi ultimi altri Roman Abramovich, il fondatore del colosso industriale Oleg Deripaska e l'uomo d'affari Vladimir Potanin. Non andranno oltre, almeno per ora, le sanzioni previste dalla legge firmata da Trump la scorsa estate e approvata dal Congresso degli Stati Uniti. Così il portavoce di Vladimir Putin Dmitri Peskov. Ma anche vari consiglieri e diversi membri del Gabinetto del presidente russo. Ma non è finita qui. L'elenco include inoltre gli amministratori delegati di Gazprom e Rosneft, rispettivamente Aleksey Miller e Igor Sechin. La portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert, ha infatti fatto sapere: "Abbiamo informato il Congresso che la legge e la sua attuazione stanno funzionando come deterrente nelle vendite riguardanti la difesa".

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