Pullman Vicenza bloccato, gara annullata

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I giocatori si sono attivati per richiedere l'avvio della procedura di svincolo, mentre la Procura della Repubblica ha chiesto il fallimento, forse nella speranza che il club chiuda la stagione in esercizio provvisorio. La squadra dovrebbe scendere in campo alle 14:30 contro il Padova in un derby valido per gli ottavi di finale di Coppa Italia Serie C 2017-18 in programma allo Stadio Euganeo. Con il passare dei minuti, e con il tam-tam mediatico, i sostenitori biancorossi sono aumentati notevolmente, raddoppiando di numero, e chiedendo un confronto con mister Zanini al quale, in tarda mattinata, hanno ribadito la ferma intenzione di non voler far partire la squadra. L'attuale amministratore unico Sanfilippo ha annunciato una svolta a breve, ma i giocatori ormai non si fidano finché non verranno pagati e non si presenteranno a Padova, nonostante si stiano regolarmente allenando.

A spiegare quanto accaduto infatti è arrivata una nota del Vicenza tramite cui si apprende che un gruppo di tifosi ha bloccato il pullman prima della partenza per Padova, pullman che doveva trasportare la Berretti dato che la Prima squadra è in sciopero. La società è gravata da un arretrato di IVA per 6,5 milioni oltre ad avere una serie di debiti non ben precisati, stimati in circa 15 milioni.

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In un solo caso l'intermediario soccombente ha scelto di non adeguarsi. E che non sarà facile far valere in sede legale.

"A fronte della presenza di donne e bambini le forze dell'ordine fanno sapere di non aver abbastanza personale che possa garantire la possibilita' d'uscita del pullman e che non sara' fattibile la sua partenza. La società si ritiene rammaricata del comportamento non giustificato da parte dei tifosi in quanto coloro che erano stati scelti per disputare la partita in evento sono comunque tesserati della società", conclude la nota. A fronte della circostanza creatasi la partita dovrà intendersi a tutti gli effetti annullata. "L'aver limitato la libertà di scelta di questi ragazzi, riteniamo sia decisamente lesiva della libertà di pensiero degli stessi".

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