Quote latte. Corte UE condanna Italia: "Inadempiente dal 1995 al 2009"

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Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea, facendo riferimento alla sovrapproduzione a partire dal 1995 fino al 2009, ossia l'ultimo anno nel quale si è verificata in Italia una produzione in eccesso.

La Corte Ue ricorda che se un Paese supera la propria quota annuale, un prelievo monetario sulle eccedenze "prelievo supplementare" deve essere versato da tutti i singoli produttori che superano la quota individuale "in funzione del proprio volume di sovrapproduzione". Ma l'accordo con Bruxelles prevedeva anche che le somme dovute fossero restituite alle casse dell'erario dagli allevatori responsabili.

Il Belpaese dovrà uniformarsi alle indicazioni della Corte, esponendosi, in caso di inottemperanza, ad una nuova causa da parte della Commissione. Penso che ormai questo sia un dato di fatto chiaro e assodato della mia attività.

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Il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina ha commentato: "è una pesante eredità che arriva dal passato e che ha forti responsabilità nelle scelte fatte in particolare dalla Lega e dalla destra a quel tempo al Governo". Per queste ragioni, si legge nella sentenza, "la Repubblica italiana è condannata alle spese". "La vicenda delle quote latte - prosegue Zaia - si perde nella notte dei tempi". Noi in questi ultimi anni invece non abbiamo messo la polvere sotto il tappeto e abbiamo avviato un percorso di risanamento. La conferma viene dal fatto che oggi noi consumiamo in Italia un litro di latte su due che è straniero. Dall'altro lato, ci sono produttori che non avevano la quota, ovvero il diritto a produrre, ma che hanno continuato o iniziato a produrre e hanno multe a loro carico.

Adesso è ufficiale: sulle quote latte l'Italia ha violato le norme comunitarie. Perchè la questione delle quote latte è del 1995, è molti produttori possono essere usciti dal mercato e non avere più i fondi per risarcire lo Stato. "In questo contesto la Regione Friuli Venezia Giulia ha quindi sempre applicato rigorosamente la normativa in materia di quote latte, sia proponendo la compensazione per quanto riguarda il prelievo, sia soprattutto (una tra le poche Regioni in Italia a farlo) applicando puntualmente le sanzioni amministrative ai primi acquirenti del latte prodotto in esubero che, pur avendone l'obbligo, non trattenevano il prelievo agli allevatori".

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