Resistenti agli antibiotici500mila in tutto il mondo

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( Regioni.it 3311 - 29/01/2018) Il primo rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sulla sorveglianza degli antibiotici lancia l'allarme sul fatto che sempre un maggior numero di persone sono colpite da infezioni resistenti agli antibiotici: nel mondo se ne contano almeno mezzo milione.

I batteri resistenti più comuni sono Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Staphylococcus aureus e Streptococcus pneumoniae, seguiti dalla Salmonella. Ma la stima è molto inferiore ai dati reali: ad oggi infatti sono disponibili solo i dati relativi a 22 Paesi e nel computo non rientrano i casi di resistenza a infezione da tubercolosi. Di questi solo 40 hanno fornito informazioni sui loro sistemi di sorveglianza nazionali e solo 22 hanno anche fornito dati sui livelli di resistenza.

La percentuale di batteri resistenti ad almeno uno degli antibiotici più comunemente utilizzati varia enormemente tra i diversi Paesi, da zero all'82 per cento. E che nelle infezioni considerate si manifesta resistenza agli antibiotici finora più usati ed efficaci, come la penicillina.

Gas di scarico su cavie umane
Uno scandalo che nuovamente, dopo il Dieselgate scoppiato nel 2015, va a toccare i gas di scarico delle vetture germaniche. Anche Stephan Weil, il maggiore azionista del gruppo di Wolfsburg , ha definito assurdo e ributtante il test .

L'Oms sostiene che potrebbero essere un milione i decessi all'anno in Europa già nel 2025 per malattie infettive non più curabili, mentre il 2050 viene indicato da studi commissionati dal governo britannico come data limite, con quasi 10 milioni di persone nel mondo che potrebbero morire ogni anno.

Quello che emerge è dunque l'estrema gravità assunta del fenomeno della resistenza agli antibiotici in tutto il mondo.

Attualmente sono 52 i Paesi (25 ad alto reddito, 20 a medio reddito e 7 a basso reddito) iscritti al Sistema di sorveglianza antimicrobica globale dell'Oms. E tra l'8% e il 65% delle infezioni da E. coli associato a infezioni del tratto urinario è resistente alla ciprofloxacina, un antibiotico comunemente usato per trattare questa condizione. "La sorveglianza è agli inizi, - ha aggiunto Carmem Pessoa-Silva, coordinatrice del nuovo sistema di sorveglianza dell'Oms - ma è fondamentale svilupparla se vogliamo anticipare e affrontare una delle più grandi minacce alla salute pubblica globale". "Esiste un piano nazionale di intervento per il contenimento della resistenza antimicrobica - spiega il professor Galli - varato dal ministero della Salute lo scorso anno e approvato dalla Conferenza Stato-Regioni: la cosa che ci si può augurare è che questo piano venga applicato e presto". - Alcune delle infezioni più comuni del mondo potenzialmente pericolose si stanno dimostrando resistenti ai medicinali. "Ecco perché l'OMS sta incoraggiando tutti i paesi a istituire buoni sistemi di sorveglianza per la rilevazione della resistenza ai farmaci in grado di fornire dati a questo sistema globale ". "Il rapporto è un primo passo fondamentale per migliorare la comprensione dell'entità della resistenza antimicrobica".

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