Sacchetti biodegradabili, cosa dice la normativa: ecco perché ora si pagano

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Non si placa la polemica sui sacchetti biodegradabili per gli alimenti freschi e sfusi nei supermercati, obbligatori dal 1° gennaio 2018 e a pagamento per i consumatori.

Ammetterà che questa misura la avvantaggia, chiede l'intervistatore. Ecco, quello che questo Governo avrebbe dovuto fare insieme al recepimento della direttiva sarebbe stato preparare i cittadini a questo ennesimo passaggio giusto e necessario verso una trasformazione in senso ecologico di consumi e comportamenti.

"Le polemiche di questi giorni - dichiara Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente - sono davvero incomprensibili: non è corretto parlare di caro spesa né di tassa occulta o di qualche forma di monopolio aziendale".

Marco Versari, presidente di Assobioplastiche spiega: "Queste prime indicazioni di prezzo ci confortano molto perché testimoniano l'assenza di speculazioni o manovre ai danni del consumatore". Sempre il Sole mette qualche dubbio sulla effettiva compostabilità dei nuovi sacchetti. Un costo risibile, ma del tutto nuovo.

"Ma non è vero che siamo obbligati a prenderli al supermercato".

Il prezzo dei bio-sacchetti inoltre sembra non sia regolamentato dalla legge e questo potrebbe facilmente lasciare spazio a possibili speculazioni.

Anche i processori AMD avrebbero lo stesso bug di quelli Intel
Il problema riguarda l'architettura di progettazione utilizzata per la produzione di chip per computer , utilizzata da decenni. A causa del modo in cui elaborano i dati, le prestazioni dei loro chip potrebbero essere ridotte fino al 40%.

La legge vieta il riutilizzo dei sacchetti? Per motivi igienici e di taratura delle bilance infatti non è possibile utilizzare sacchetti o contenitori di tipo diverso da quelli messi a disposizione nei supermercati. E' l'interpretazione che darà il ministero della Salute nei prossimi giorni.

Con l'obbligo del monouso viene promosso l'uso di prodotti usa-e-getta andando così ad incrementare la produzione di rifiuti. "Poi sono sicuro di un'altra cosa.".

Come hanno affermato in molti, l'anno nuovo ha portato con sé numerosi aumenti. Invitiamo i cittadini a fare attenzione ai costi che vengono loro addebitati per tale voce e, nei negozi, portare sempre con sé sporte e sacchetti riutilizzabili, rinunciando così del tutto al sacchetto ed al relativo costo. Novamont e la sua Ad Catia Bastioli raccontano il volto migliore del paese fatto d'innovazione industriale e di persone che sanno unire le competenze tecnico scientifiche a capacità manageriali. A produrla è la Novamont, azienda chimica italiana nata nel 1989 dal gruppo Montedison e oggi specializzata in bioplastiche biodegradabili e compostabili, sviluppate attraverso 25 anni di ricerca e realizzate attraverso una filiera integrata che coinvolge, oltre al sito ternano, anche quelli del gruppo di Patrica (Frosinone) e di Adria (Rovigo). Ipotizzando che ogni spesa comporti l'utilizzo di tre sacchetti per frutta/verdura, il consumo annuo per famiglia dovrebbe attestarsi a 417 sacchetti per un costo compreso tra € 4,17 e € 12,51 (considerando un minimo rilevato di 0,01 € e un massimo di 0,03€).

Bastioli è stata nominata presidente di Terna nel 2014 dal governo dell'allora premier Matteo Renzi.

Dal canto suo, l'Adiconsum (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente) evidenzia come possa sorgere spontaneo chiedersi perché una norma di carattere totalmente differente come la 123/2017 sia stata proposta nel piano per lo sviluppo del Mezzogiorno.

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